Brexit, continua il braccio di ferro tra Ue e Londra

(Teleborsa) – È battaglia a colpi di ultimatum tra l’Unione europea e Londra. L’ultimo è quello rivolto oggi da Bruxelles al governo di Boris Johnson, e rispedito al mittente da Downing Street in maniera altrettanto categorica.

Uno scontro i cui toni si sono accesi qualche giorno fa quando il premier britannico ha minacciato il No deal se entro il 15 ottobre non si fosse raggiunto un accordo. Una minaccia alla quale è seguita la controversa proposta di legge sull’Internal Market Bill che mira a modificare alcuni passaggi chiave dell’accordo sulla Brexit già sottoscritto l’anno scorso. Provocazioni alle quali l’Ue ha riposto paventando a sua volta “ritorsioni legali” nei confronti di Londra, se il governo di BoJo non ritirerà, entro fine settembre, la proposta di legge considerata da Bruxelles una violazione del diritto internazionale. Presentando questo disegno di legge – si legge in una nota ufficiale della Commissione Ue – l’esecutivo di Londra “ha seriamente compromesso la fiducia tra l’Ue e il Regno Unito”. Pertanto –avverte la Commissione – “spetta ora al governo britannico ristabilire quella fiducia”. “Ho detto chiaramente che non avremmo ritirato questa legge e lui l’ha capito”, è stato il commento del ministro di Stato britannico Michael Gove dopo la riunione d’emergenza del Comitato congiunto d’attuazione della Brexit con il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic.

Uno scambio che, ad oggi, fa ufficialmente arenare l’ottavo round negoziale volto a definire le relazioni commerciali tra Ue e Gran Bretagna una volta terminata la fase di transizione entrata in vigore dopo l’inizio ufficiale della Brexit. Nodo centrale rimane la questione del confine irlandese. “Il protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord – sottolinea la Commissione Ue – è una parte essenziale dell’accordo di recesso. Il suo scopo è proteggere la pace e la stabilità nell’isola d’Irlanda ed è stato il risultato di negoziati lunghi, dettagliati e difficili tra l’Ue e il Regno Unito”.

“Spetta adesso al governo britannico lavorare per ristabilire questa fiducia. E il tempo sta scadendo. Non lavoriamo per una hard Brexit, ma dobbiamo avere un partner fidato per arrivare ad un accordo” sono state le parole del commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni. “L’Ue resta determinata a trovare un accordo nonostante rimangano ancora significative divergenze”, ha affermato il capo-negoziatore per la Brexit dell’Unione europea, Michel Barnier avvertendo che gli europei “intensificheranno i loro preparativi per essere pronti a tutti gli scenari” perché non bisogna “sottostimare le conseguenze di un No-deal”.

Anche da parte della Gran Bretagna sembra vi sia l’intenzione portare avanti le trattative “Rimaniamo impegnati a lavorare sodo per raggiungere un accordo per metà ottobre” ha affermato il capo-negoziatore britannico, David Frost.

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