Brexit: altro ultimatum disatteso, ma si continua a negoziare

(Teleborsa) – Nonostante Michel Barnier, capo negoziatore della UE, abbia detto che i negoziati sono “a un momento cruciale”, un altro ultimatum sulla Brexit è stato disatteso, anche se le due parti hanno reso noto che i negoziati proseguiranno, nel tentativo di arrivare a un accordo. Il perdurare della crisi e la scoperta di una mutazione del coronavirus in Gran Bretagna hanno aumentato la pressione sui negoziatori per arrivare ad un’intesa prima del Natale.

La scadenza che il Parlamento europeo aveva fissato per ratificare un accordo sulla Brexit è passata ieri sera, nonostante il dialogo proseguito per tutta la giornata. I due temi su cui le parti non sono in grado di colmare la differenza delle loro posizioni sono sempre gli stessi: l’accesso alle acque di pesca britanniche e i limiti ai sussidi statali per le imprese. “I colloqui rimangono difficili e rimangono differenze significative – ha detto Downing Street – Continuiamo a esplorare ogni percorso verso un accordo che sia in linea con i principi fondamentali che abbiamo introdotto nei negoziati”.

Dopo le discussioni con gli Stati membri, la Commissione europea aveva fatto un’offerta che prevede la rinuncia, per l’UE, a circa il 25% degli attuali 650 milioni di euro di pesce che cattura ogni anno nelle acque britanniche. Il Regno Unito l’ha respinta, fissando la percentuale al 60%, secondo quanto riporta Bloomberg. L’UE si è inoltre offerta di ridurre il periodo di transizione dei nuovi accordi a sei anni, dopo averne inizialmente chiesti dieci. Anche in questo caso il Regno Unito ha rifiutato l’offerta, proponendo invece soltanto tre anni.

La mancata volontà del Regno Unito di fare concessioni sulle sua posizioni ha spazientito diversi parlamentari europei. Ier sera, David McAllister, presidente tedesco della commissione per gli affari esteri del Parlamento UE, ha dichiarato: “Abbiamo appena appreso che oggi non ci sarà accordo. Pertanto il Parlamento europeo non sarà in grado di concedere il consenso a un accordo quest’anno“. Bernd Lange, altro deputato tedesco che presiede il comitato per il commercio, ha chiesto un “no deal”, affermando: “La conseguenza è ovvia: il Parlamento europeo non conosce il testo consolidato e non è in grado di esaminarlo prima della fine del periodo di transizione. Quindi bisogna prepararsi ora per un periodo senza accordi e concordare misure di emergenza con il Regno Unito“.

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