Brexit al secondo atto: per l’Alta Corte di Londra è tutto da rifare

(Teleborsa) – Tutto da rifare per la Brexit. Lo ha deciso l’Alta Corte di Londra che ha messo la questione nelle mani del Parlamento britannico.  

La Corte inglese ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro UE che avevano chiesto il voto del Parlamento per avviare l’iter dell’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona.

Dopo la sentenza quindi, il referendum di giugno è visto solo come una consultazione popolare che non può decidere sulla questione dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

L’Alta Corte britannica non riconosce al Governo la possibilità di avviare il negoziato con Bruxelles senza avere prima consultato la Camera dei Comuni e forse anche quella dei Lord. 

La sentenza arriva come una doccia fredda per Governo del Premier Theresa May che rivendica il diritto d’invocare l’articolo 50 dei Trattati dell’Unione Europea.

Il Primo ministro infatti spiega che la convocazione di un referendum e i suoi quesiti erano già stati approvati da un voto dei Comuni e quindi non sarebbe necessario interpellare il Parlamento. Di diversa opinione l’Alta Corte che sostiene invece che non è possibile modificare i diritti acquisiti dai cittadini britannici sull’UE senza un dibattito parlamentare.

La Brexit quindi che non smette di far discutere e che ha già messo una di fronte all’altra l’UE e la Gran Bretagna e che ora metterà di fronte giustizia e politica, visto che il Governo britannico già preannuncia battaglia e la richiesta di appello del Governo inglese non sembra poter aspettare.

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