Bretton Woods, 75 anni fa la firma che cambiò il mondo

(Teleborsa) – Una firma che ha cambiato il sistema monetario, per evitare gli errori che – tra gli altri – gettarono il mondo in un nuovo, terribile conflitto e consolidare la supremazia economica del dollari statunitense.

Il 22 luglio 1944 al Mount Washington Hotel di Bretton Woods, nel New Hampshire, le grandi potenze accettarono il piano messo a punto da Harry Dexter White, delegato per il Tesoro americano, e John Maynard Keynes, uno dei più grandi economisti del Ventesimo secolo e delegato per il governo inglese, in quelli che passarono alla storia come gli accordi di Bretton Woods.

Fu lì che nacque un nuovo sistema monetario dove era il dollaro a farla da padrone come moneta del Paese più forte, gli States, gli unici a uscire rafforzati dal Secondo conflitto Mondiale e soprattutto dalla crisi degli anni Trenta: la Gran Bretagna, seppur vittoriosa, era troppo indebolita nelle finanze e così passò tutta la linea a stelle e strisce.

Con gli accordi di Bretton Woods nacquero le istituzioni che ancora oggi governano il sistema monetario internazionale, come il Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale, e l’ex Gatt, oggi Wto.

Il sistema resse fino al 1971 quando l’amministrazione Nixon, dalla residenza di Camp David decise di sospendere la convertibilità del dollaro in oro che fino ad allora ne aveva retto l’architrave, a seguito dell’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Fed per far fronte al deficit. Da allora è nato il mercato che conosciamo oggi, con la svalutazione competitiva delle monete, lasciate libere di fluttuare.

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