BPM-Banco Popolare “pioniere” della stagione di fusioni. Saviotti: “Ho contestato l’aumento”

(Teleborsa) – Il nuovo gruppo nato dalla fusione fra BPM e Banco Popolare sarà un gruppo bancario “solido e aggregante, protagonista nel sistema Paese”. Così il numero uno della BPM Giuseppe Castagna nella conference call con gli analisti, per la presentazione del piano di aggregazione delle due banche popolari. 

Castagna ha anche voluto sottolineare che BPM e Banco Popolare sono state in qualche modo pioniere delle riforme messe in campo dal governo, prima fra tutte quella delle popolari, e rappresentano la prima vera aggregazione bancaria in Italia. Il manager ha anche definito la fusione “un’opportunità unica per arrivare presto a un consolidamento sul mercato”.

Ne è convinto anche l’Ad del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, il quale ha sottolineato che l’operazione sarà “facilitatrice di altre fusioni” fra banche. “Con quest’operazione abbiamo vinto tutti”, ha affermato il banchiere di Verona, ricordando che la fusione è fra pari e che avverrà senza alcun licenziamento o esubero. 

Saviotti ha ammesso di essersi opposto all’aumento di capitale, ma di aver ceduto alle richieste inderogabili della BCE. “Ho contestato l’aumento di capitale fino all’altro ieri – ha detto – non per una presa di posizione sciocca verso i regolatori ma perché le due banche insieme avrebbero potuto gestire le sofferenze

Durante la conference call, sono state anche presentate le slide dell’operazione, dalle quali si evince che il nuovo gruppo punta a un impegnativo taglio dell’esposizione su crediti deteriorati per un valore di almeno 10 miliardi di euro.

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