BPER, cresce l’utile nei nove mesi. Vandelli: migliora la qualità del credito

(Teleborsa) – Utile netto del periodo pari a 149 milioni di euro per BPER nei primi nove mesi del 2017, a fronte di 101,2 milioni al 30 settembre 2016. Sul risultato hanno influito rilevanti componenti non ricorrenti, tra cui si segnalano le svalutazioni sulle quote del Fondo Atlante e per gli interventi di sostegno al sistema bancario previsti dal FITD-SV per un importo complessivo pari a 82,4 milioni e il badwill generato dall’acquisizione di Nuova Carife pari a 130,7 milioni.

Soddisfatto l’amministratore delegato Alessandro Vandelli: “Il Consiglio di Amministrazione ha valutato positivamente l’andamento del Gruppo nei primi nove mesi del 2017. L’utile netto ha raggiunto i 149 milioni, a fronte dei 101 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno, mentre la solidità patrimoniale ha registrato un ulteriore importante rafforzamento, con un CET1 ratio Fully Phased ormai prossimo al 14%, ai vertici del sistema bancario italiano. Ma gli elementi più positivi hanno interessato la qualità del credito: infatti, per il quinto trimestre consecutivo cala l’incidenza dello stock dei crediti dubbi, cui si associa una rilevante diminuzione dei passaggi a credito problematico, un notevole incremento del tasso di rientro in bonis dei crediti anomali e una performance particolarmente positiva nell’azione di recupero sulle sofferenze della nostra società BPER Credit Management. Inoltre, questo quadro già di per sé positivo è completato dal significativo incremento delle coperture. Alla luce di questa positiva evoluzione, il Consiglio di amministrazione ha deciso di imprimere una forte accelerazione al processo di riduzione dei crediti dubbi, approvando le linee strategiche di intervento per il triennio 2018-2020. Dette linee prevedono in primo luogo, come già annunciato al mercato in occasione dell’approvazione dei risultati semestrali, un’azione straordinaria sugli accantonamenti su crediti all’inizio del 2018 per un importo lordo nell’ordine di 1 miliardo. Tale importante intervento ha l’obiettivo di aumentare ulteriormente i livelli di copertura dei crediti deteriorati favorendo, in prima istanza, l’immediata e significativa diminuzione dell’NPE ratio netto e, successivamente, del ratio lordo attraverso cessione di sofferenze, anche mediante cartolarizzazioni, per un importo lordo di circa 3 miliardi, mantenendo un solido ratio di CET1 superiore al 12%. A conferma dell’impegno del Gruppo in questa direzione, il Banco di Sardegna ha già avviato una fase di analisi per la cessione di larga parte delle proprie sofferenze, potenzialmente attraverso un’operazione di cartolarizzazione con utilizzo di garanzia dello Stato (GACS). Sono convinto che la strategia complessiva sul credito deteriorato approvata oggi dal CdA, unitamente alle importanti azioni gestionali ordinarie svolte dalle strutture interne, segni un punto di svolta fondamentale per il Gruppo, tracciando una precisa road-map per la soluzione definitiva del tema della qualità del credito”.

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