BP e la palla al piede da 18 miliardi di dollari

Il colosso petrolifero anglo-olandese, BP Royal Dutch, ha fatto sapere che qualsiasi tentativo di scalata alla compagnia sarà rispedito al mittente e che sono in corso delle manovre per rafforzare la propria struttura sul mercato, onde evitare di farsi trovare impreparata in caso di eventuali OPA.

BP avrebbe comunque un asso nella manica, costituito dalla maxi multa che avrebbe accettato di pagare per il disastro della piattaforma Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico, avvenuto ad aprile del 2010.

Un potenziale acquirente dovrebbe quindi accollarsi i due terzi della multa da 18 miliardi, inflitta a British Petroleum, accelerandone di fatto la liquidazione agli Stati Uniti e a diversi altri stati. Rimanendo ben salda nelle mani dell’attuale proprietà, BP avrebbe invece 15 anni di tempo per saldare l’intero importo.

E’ un’opzione, questa, che dà al Governo federale americano, insieme ad altri Stati, la possibilità di chiedere una più veloce riscossione della multa imposta al colosso anglo britannico e che nello stesso si pone come deterrente principale per chi avesse intenzione di scalare la compagnia petrolifera.

BP e la palla al piede da 18 miliardi di dollari