Borse in scacco guardando a Brexit e Davos. Gela taglio stime FMI

(Teleborsa) – Giornata negativa per Piazza Affari e le altre principali Borse europee, che chiudono in rosso, orfane di Wall Street chiusa per la festività del Martin Luther King Day. In un clima già tentennante per le incertezze sulla Brexit, le borse hanno scontato anche le previsioni più pessimistiche formulate dal FMI.

Pochissimi spunti sul frornte macroeconomico, fatta eccezione per il dato sul PIL della Cina del 2018, una doccia fredda per le borse mondiali.

Nessuna variazione significativa per l’Euro / Dollaro USA, che scambia sui valori della vigilia a 1,137.

Avanza di poco lo spread, che si porta a +250 punti base, evidenziando un aumento di 3 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari al 2,75%.

Tra i listini europei giornata fiacca per Francoforte, che segna un calo dello 0,62%, senza spunti Londra, che chiude piatta, sottotono Parigi, che archivia un calo dello 0,17%.

Sessione debole per il listino milanese, che termina con un calo dello 0,35% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, depressa nel finale il FTSE Italia All-Share, che chiude sotto i livelli della vigilia a 21.566 punti. In lieve ribasso il FTSE Italia Mid Cap (-0,45%); consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,04%).

A Piazza Affari risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,4 miliardi di euro, con un incremento di ben 789,1 milioni di euro rispetto a venerdì.

A fronte dei 219 titoli scambiati, sono giunte richieste di acquisto per 94 azioni. In lettera invece 111 titoli. Pressoché stabili le rimanenti 14 stocks. sanitario (+1,24%), media (+1,04%) e automotive (+0,48%) in buona luce sul listino milanese. Tra i più negativi della lista del listino azionario italiano, troviamo i comparti telecomunicazioni (-1,92%), utility (-1,85%) e immobiliare (-1,10%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, c’è ancora Juventus (+5,32%), prima in Serie A con 53 punti. Bene anche Leonardo (+2,41%), Recordati (+2,30%) e Atlantia (+1,17%).

Fra i peggiori Telecom Italia, che ha archiviato la seduta volatile in calo del 2,62% dopo che l’AgCom ha bocciato il piano di Vivendi per lo scorporo della rete ed in scia agli accenti critici del Fondo Elliott.

Affonda Ferragamo, con un ribasso del 2,31%, dopo il downgrade di Citigroup.

Crolla Enel, con una flessione del 2,30%.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Borse in scacco guardando a Brexit e Davos. Gela taglio stime FMI