Borse in cortocircuito dietro la Cina

(Teleborsa) – Ancora una giornata drammatica per le Borse, che continuano a scontare la crisi cinese ma soprattutto lo scetticismo degli operatori circa l’efficacia delle misure messe in campo da Pechino per frenare la speculazione. 

Un elemento negativo è rappresentato anche dal crollo del petrolio, con il WTI ed il Brent che confermano perdite nell’ordine del 4% sotto i 33 dollari al barile. 

Nel pomeriggio i listini europei hanno ridotto un po’ le perdite, complice la decisione delle autorità cinesi di eliminare il blocco automatico degli scambi in Borsa in caso di vendite eccessive

Sul fronte macro, ottimi i dati sulla disoccupazione in Eurozona ed in Italia, mentre hanno deluso quelli sulle vendite al dettaglio. 

In USA, il rapporto Challenger ha evidenziato un livello di licenziamenti ai minimi di 15 anni mentre le richieste di sussidio sono calate meno delle attese, anche se il 2015 si è chiuso con un livello dei “claim” più basso degli ultimi 42 anni. 

Sul valutario lieve aumento per l’Euro / Dollaro USA, che mostra un rialzo dello 0,69%.

Tra le comodities, l’oro si conferma bene rifugio per eccellenza mentre il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) archivia la giornata con guadagno frazionale dello 0,26% su qualche ricopertura dopo il crollo della vigilia.

Il panic selling mette sotto pressione anche lo spread, che si posiziona sopra i 101 punti base, con un incremento di 4 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari all’1,55%.

Tra le principali Borse europee, in apnea Francoforte, che arretra del 2,29%. Tonfo di Londra, che mostra una caduta dell’1,96%, mentre Parigi registra un calo dell’1,72%.

Sessione negativa per Piazza Affari, con il FTSE MIB che lascia sul parterre l’1,14%.

Il controvalore degli scambi nella seduta odierna a Piazza Affari è stato pari a 3,54 miliardi di euro, con un incremento di ben 985,9 milioni di euro, pari al 38,62%, rispetto ai precedenti 2,55 miliardi; mentre i volumi scambiati sono passati da 0,81 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,05 miliardi.

Su 225 titoli scambiati sulla borsa di Milano, 187 azioni hanno chiuso in territorio negativo, mentre 32 azioni hanno portato a casa un rialzo. Invariate le altre 6 azioni del listino milanese.

Tra i best performer di Milano, si segnalano le due big del lusso Salvatore Ferragamo e YOOX NET-A-PORTER e i due titoli difensivi A2A e Enel Green Power.

Le più forti vendite, invece, si sono manifestate su Buzzi Unicem, sul comparto finanziario, dove spiccano le pesanti perdite di Anima Holding e Banca Mps, e su Fiat Chrysler Automobiles.

In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Astaldi, Acea, ASTM e Amplifon.

I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Brembo, Beni Stabili, Banca Ifis e Interpump.

Borse in cortocircuito dietro la Cina
Borse in cortocircuito dietro la Cina