Borse europee ostaggio del petrolio. A Piazza Affari male le banche

(Teleborsa) – Restano deboli gli scambi nel Vecchio Continente, attorno alla metà seduta, penalizzati dalla caduta dei prezzi del petrolio scivolati ai minimi del 2009. Colpite dal greggio anche le principali borse asiatiche nonostante le buone indicazioni giunte dal Giappone, passato in un lampo, da recessione a crescita.

A frenare l’entusiasmo contribuiscono anche i nuovi deboli segnali arrivati dall’economia cinese. Molti economisti continuano a chiedersi se il paese sarà in grado di raggiungere il suo obiettivo di crescita annuale di circa il 7%. Sullo sfondo c’è, poi, l’attesa per la riunione di metà dicembre della Fed.

L’Euro / Dollaro USA mostra un timido guadagno, con un progresso dello 0,24%. L’Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1.072,4 dollari l’oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua gli scambi, con un aumento dello 0,72%, a 37,92 dollari per barile.

Consolida i livelli della vigilia lo spread, attestandosi a 97 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,57%.

Tra le principali Borse europee, si concentrano le vendite su Francoforte, che soffre un calo dell’1,20%; vendite anche su Londra, che registra un ribasso dello 0,75%. Seduta negativa per Parigi, -0,97%. Sessione da dimenticare inoltre per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che sta lasciando sul terreno l’1,70%. 

Forte nervosismo e perdite generalizzate a Milano su tutti i settori, senza esclusione alcuna. In fondo alla classifica, i maggiori ribassi si sono manifestati nei comparti Banche (-2,38%), Telecomunicazioni (-2,36%) e Materie prime (-2,05%).

In questa pessima giornata per la Borsa di Milano, nessuna Blue Chip ha messo a segno una performance positiva. Le peggiori performance si sono registrate sulle banche, in particolare su Banca Mps, -4,54%, Banco Popolare, -3,73% e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, -3,28%.

Nel lusso, in apnea Moncler, che arretra del 3,10%.

Sotto i riflettori Telecom Italia -2,52% in vista dell’assemblea di metà dicembre, convocata per la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. JP Morgan ha il 10,134% del capitale. 

Tra i petroliferi, nel complesso venduti sulla scia del sell-off sul greggio, giù ENI -1,54%, Saipem -2,05% e Tenaris -2,45%.

Borse europee ostaggio del petrolio. A Piazza Affari male le banche
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