Borse europee negative: l’effetto Draghi si esaurisce subito

(Teleborsa) – Dura poco l’effetto Draghi sulle borse europee. I mercati del vecchio continente, dopo aver impennato sull’annuncio di nuove misure a sostegno dell’economia della Banca Centrale Europa, hanno ripiegato nel finale di seduta, terminando gli scambi con una prevalenza di segni negativi. Si salvano solo Madrid +0,24% ed Atene +2,09%.

Nella conferenza stampa successiva alla decisione del Board della BCE, il governatore Mario Draghi ha dimostrato, con numeri alla mano, come i tassi negativi siano positivi per l’economia, aggiungendo che “non sarà necessario ridurre i tassi ulteriormente”.

Ignorati i dati macroeconomici: dal dato sull’inflazione cinese, che non ha allontanato lo spettro deflazione, a quello sulla produzione francese, che è risultato migliore delle attese. Numeri negativi sul commercio estero in Germania, che vede rallentare l’export, mentre negli USA le richieste di sussidio alla disoccupazione sono diminuite più delle attese. 

L’Euro / Dollaro USA si apprezza dell’1,54%. L’Oro avanza a quota 1.265,2 dollari l’oncia. Profondo rosso per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scambia a  37,31 dollari per barile, in calo del 2,56%.

In lieve rialzo lo spread, che si posiziona a 118 punti base, con un timido incremento di 1 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,42%.

Tra i listini europei, pesante Francoforte, che scivola del 2,31%, sensibili perdite per Londra, in calo dell’1,60%, in apnea Parigi, che arretra dell’1,70%.

Chiusura sulla parità per la Borsa di Milano, con il FTSE MIB che si attesta a 18.185 punti; sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share, che rimane a 19.787 punti. Sui livelli della vigilia il FTSE Italia Mid Cap (+0,13%); negativo il FTSE Italia Star (-0,84%).

Dai dati di chiusura di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna risulta essere stato pari a 2,45 miliardi di euro, in ribasso (-9,16%), rispetto ai precedenti 2,69 miliardi; mentre i contratti si sono attestati a 278.157, rispetto ai precedenti 328.096, mentre i volumi scambiati sono passati da 1,4 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,19 miliardi.

Su 225 titoli trattati in Borsa, 119 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 90. Invariate le rimanenti 16 azioni.

In buona evidenza a Milano i comparti Viaggi e intrattenimento (+2,41%), Banche (+2,28%) e immobiliare (+1,90%). Nella parte bassa della classifica di Milano, sensibili ribassi si sono manifestati nei settori Vendite al dettaglio (-4,34%), Petroliferi (-3,42%) e Materie prime (-3,01%).

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, brilla Banca Popolare di Milano, con un forte incremento (+4,91%) dopo il vertice non risolutivo alla BCE.

Ottima performance per Unicredit, che registra un progresso del 2,32%.

Exploit di A2A, che mostra un rialzo del 2,20%.

Bene Enel Green Power +1,20% che si aggiudica un lavoro su cinque campi eolici in Marocco.

Frazionalmente positiva Azimut +0,73%, dopo aver registrato un utile record nel 2015.

Male YOOX NET-A-PORTER, che ha archiviato la seduta a -5,19% non riuscendo ad avvantaggiarsi dei buoni risultati annunciati ieri sera.

Lettera su Saipem, che registra un importante calo del 3,91%.

Affonda Moncler, con un ribasso del 3,69%.

Crolla ENI, con una flessione del 3,43% nonostante abbia eseguito con successo la prima prova di produzione di Zohr.

Sul listino completo brilla Autogrill +2,62%, dopo aver raddoppiato gli utili nel 2015.

Bene Cementir +0,78%, che ha ridotto l’utile.

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