Borse europee in rosso. A Milano giù le banche

(Teleborsa) – Inizio di settimana negativo per i principali mercati finanziari europei, che scontano le rinnovate incertezze per le vicinissime Presidenziali USA, alimentate dalla notizia della riapertura dell’inchiesta FBI sulle email Hillary Clinton, che rimette in gioco la corsa alla Casa Bianca. Una vittoria di Donald Trump, ora in ascesa e prossimo ai consensi della Clinton, viene guardato con sospetto dalle borse.

Brutte notizie dal fronte macro, dove hanno deluso il commercio al dettaglio in Germania e le vendite in Giappone, ma soprattutto il riaffacciarsi della deflazione in Italia. Nonostante questo, il PIL dell’Eurozona ed il dato sull’inflazione parlano ancora di ripresa nell’Area della moneta unica, grazie al supporto della BCE. 

L’Euro / Dollaro USA lima lo 0,19%. L’Oro riporta una variazione pari a -0,16%. Profondo rosso per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua gli scambi a 47,21 dollari per barile, in netto calo del 3,06%.

Avanza di poco lo spread, che si porta a 151 punti base, evidenziando un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari all’1,68%.

Tra le principali Borse europee nulla di fatto per Francoforte, che passa di mano sulla parità, tentenna Londra, con un modesto ribasso dello 0,54%, sotto pressione Parigi, con un forte ribasso dello 0,73%.

A Piazza Affari, il FTSE MIB è in calo (-1,15%) e si attesta su 17.125 punti; si muove in retromarcia il FTSE Italia All-Share, che scivola a 18.795 punti. Sui livelli della vigilia il FTSE Italia Mid Cap (-0,04%), come il FTSE Italia Star (0,0%).

Buona la performance a Milano dei comparti Tecnologico (+2,59%) e Viaggi e intrattenimento (+0,55%).

Tra i peggiori della lista il comparto Banche (-2,47%), con MPS ancora sotto i riflettori. Le azioni della banca senese, nell’ultimo periodo sull’ottovolante, hanno registrato una perdita del 7,39%, con gli occhi ancora puntati sul piano industriale e sull’aumento di capitale. 

In difficoltà anche Mediobanca -4,78%, Unicredit -3,83%, le popolari e Finecobank -3,62%. 

Soffre ancora Bca Carige -6,16%, su un possibile aumento di capitale.

Giù anche Creval -3,96%, dopo il sì dei soci alla trasformazione in Spa e l’apertura a studiare una fusione con la Popolare di Sondrio (-0,98%).

Resiste Ubi Banca (-0,08%) in odore di intesa con la BCE per rilevare le tre good bank Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti.

Su di giri STMicroelectronics (+3,33%), complice ancora l’effetto conti ed i giudizi degli analisti. 

Molto bene Alerion +7,64%, in scia al prezzo migliorativo dell’OPA.

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