Borse europee in retromarcia. Riflettori sulla Fed

(Teleborsa) – Giornata negativa per Piazza Affari e le sorelle europee, in sintonia con l’andamento debole di Wall Street. L’attenzione degli investitori resta focalizzata sulla riunione della Federal Reserve che inizia oggi per terminare domani. Le attese sono per uno status quo sul costo del denaro con i riflettori che si accenderanno sui commenti relativi all’andamento dell’economia a stelle e strisce.

Tutto fermo nel frattempo in Giappone dove la Banca centrale ha disilluso le attese per una politica monetaria ulteriormente espansiva. L’istituto guidato da Haruhiko Kuroda ha lasciato invariati i tassi sui depositi a -0,1% e il piano di acquisto asset da 80 mila miliardi di yen.

Giovedì scorso, invece, la BCE ha varato un ventaglio di misure per sostenere l’economia della zona euro. 

L’Euro / Dollaro USA si ferma su 1,111. In calo l’oro, che cede lo 0,34%. Profondo rosso per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che continua gli scambi a 36,12 dollari per barile, in netto calo del 2,85%. I prezzi del petrolio sono tornati a scendere sui persistenti timori di un eccesso di offerta di greggio a livello globale.

Torna a salire lo spread, attestandosi a 105 punti base, con un aumento di 3 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari all’1,37%.

Tra gli indici di Eurolandia, discesa modesta per Francoforte, che cede un piccolo -0,56%, Londra mostra un calo frazionale dello 0,51% mentre Parigi registra una perdita dello 0,75%.

Scambi in ribasso per la Borsa di Milano, che accusa una flessione dell’1,11% sul FTSE MIB; vendite diffuse sul FTSE Italia All-Share, che chiude la giornata a 20.407 punti. In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,44%); consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (-0,06%).

Alla chiusura della Borsa di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna risulta essere stato pari a 2,36 miliardi di euro, in deciso ribasso (-17,89%), rispetto alla seduta precedente che aveva visto la negoziazione di 2,88 miliardi di euro; mentre i contratti si sono attestati a 270.105, rispetto ai precedenti 322.592 ed i volumi scambiati sono passati da 1,41 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,1 miliardi.

Su 218 titoli azionari trattati in Piazza Affari, 132 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 75. Invariate le rimanenti 11 azioni.

Apprezzabile rialzo a Milano per i comparti Alimentari (+1,48%), Telecomunicazioni (+1,17%) e Chimici (+0,83%). In fondo alla classifica, i maggiori ribassi si sono manifestati nei comparti Beni personali e casalinghi (-2,20%), Automotive (-2,11%) e Banche (-1,82%).

Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, vola Campari, con una marcata risalita del 2,10% dopo aver annunciato il lancio di un’OPA sul brand Grand Marnier.

Tonica Telecom Italia che evidenzia un bel vantaggio dell’1,36%.

Italcementi avanza dello 0,79%.

Opaca Tod’s, che ha archiviato la seduta con un -7,22% all’indomani dei conti.

In caduta libera Banca Mps, che affonda del 5,98%: il Tesoro potrebbe salire al 7% del capitale.

Pesante Banca Popolare di Milano, che segna una discesa di ben oltre il 5%. 

Seduta drammatica per Salvatore Ferragamo, che crolla del 4,34%.

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, CIR (+4,73%), Reply (+3,99%), IREN (+3,61%) con l’utile che è quasi raddoppiato nel 2015 e Acea (+3,18%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Safilo, che ha archiviato la seduta con un -5,12%.

Sensibili perdite per Cerved Information Solutions, in calo del 3,85%.

In apnea De’Longhi, che arretra del 3,64%.

Tonfo di Maire Tecnimont, che mostra una caduta del 3,46%.

Borse europee in retromarcia. Riflettori sulla Fed