Bonus Sud, agevolazioni imprese bloccate: manca via libera di Bruxelles

(Teleborsa) – Salvo interventi dell’ultimo minuto, le imprese del sud Italia martedì 16 febbraio, giorno di scadenza dei versamenti contributivi all’Inps, non potranno beneficiare della decontribuzione prevista dalla legge di Bilancio. Lo scorso 11 febbraio l’Inps ha, infatti, reso noto che attiverà l’esonero parziale al 30% stabilito con la legge di Bilancio 2021 non appena riceverà il nulla osta ministeriale. L’Istituto ha fatto sapere di essere in attesa dei necessari passaggi con la Commissione Europea in quanto l’agevolazione contributiva si configura come aiuto di Stato e pertanto per la sua operatività è necessario il perfezionarsi dell’iter previsto dalla normativa europea

I commi 161-169 della legge prevedono, per il periodo 2021-2029, un esonero contributivo parziale in favore dei datori di lavoro del settore privato che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nel dettaglio lo sgravio è pari al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025; al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027; al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029. Dal primo gennaio 2021 al 30 giugno 2021, la misura è concessa in conformità al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” (C/2020/1863 del 19 marzo 2020), e successive modificazioni, mentre per il periodo successivo (1 luglio 2021-31 dicembre 2029) l’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea. La Decontribuzione Sud, introdotta dall’art. 27, comma 1, del decreto Agosto, era stata concessa dal legislatore fino al 31 dicembre 2020 richiamando il cosiddetto Temporary Framework. Il 13 ottobre 2020, tuttavia, la Commissione europea ha adottato la quarta modifica all’originaria Comunicazione del 19 marzo 2020 prorogando il quadro temporaneo fino al 30 giugno 2021. La modifica prevede che gli “Stati membri possono considerare la possibilità di modificare le misure di aiuto esistenti approvate dalla Commissione nell’ambito del quadro temporaneo prorogandone il periodo di applicazione fino al 30 giugno 2021”. Per ottenere la proroga, tuttavia, gli Stati membri dovevano notificare un elenco di tutte le misure di aiuto esistenti che prevedono di modificare e fornire le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di adottare una sola decisione per tutti i regimi elencati. Ed è proprio questo il passaggio mancante.

Per i contributi di gennaio, in scadenza martedì, il conto, allo stato attuale, sarà quindi senza riduzioni. Una volta perfezionatosi l’iter previsto, le agevolazioni dei mesi precedenti potranno essere recuperati dal momento che lo sconto non fruito verrà recuperato con un conguaglio a favore. Rimangono le ricadute per i datori di lavoro, già alle prese con un’emergenza economica e la conseguente crisi di liquidità.

(Foto: Lukasz Kobus – © Unione Europea)

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