Bonus pensioni minime: promessa elettorale o vera opportunità?

(Teleborsa) – Arriva dal Premier Renzi, attraverso uno dei suoi tanto amati comunicati social, l’ipotesi del Governo di allargare gli 80 euro a chi prende la pensione minima.

Dopo il bonus di 80 euro in busta paga ai lavoratori, diventato strutturale con la Legge di Stabilità per il 2015 e rinnovato per il 2016, Renzi anticipa agli italiani di voler finalmente affrontare la questione dei pensionati minimi concedendo il bonus “non soltanto ai 10 milioni di italiani che guadagnano meno di 1500 euro al mese e a coloro che servono con un’uniforme il nostro paese (carabinieri, poliziotti, militari, finanzieri, vigili del fuoco).

Intervento importante quello di Renzi considerato che parliamo di una platea che supera i 2 milioni di persone che andrebbero a percepire al mese, in media, un 20% in più rispetto all’attuale reddito mensile e che necessiterebbe di altrettanto importanti coperture.

Se ne era già parlato in passato ed anche i sindacati avevano più volte richiesto maggiore attenzione alla categoria “vero ammortizzatore sociale del nostro paese” come sostiene il leader della UIL Barbagallo e, in particolare, al tema del bonus alle pensioni minime. E numerose erano state le polemiche anche per tutti gli altri esclusi, che al bonus non avevano avuto accesso e che sono, oltre ai pensionati: dipendenti pubblici, incapienti (chi ha reddito al di sotto degli 8.000 euro e non è soggetto al Fisco), disoccupati, liberi professionisti e lavoratori autonomi e coloro che hanno un reddito superiore a 25.000 euro.

Bisognerà aspettare molto per istituire quest’altro bonus? Come trovare le coperture? Sarà l’ennesima manovra per sviare l’attenzione dalla questione petrolio, tanto dibattuta in questi giorni?
Gli italiani si fanno domande e le opposizioni si scatenano, ma andiamo per ordine.

QUALI SONO LE PENSIONI MINIME

La pensione minima, o pensione integrata al trattamento minimo, viene riconosciuta al pensionato che abbia un reddito che risulti inferiore ad un livello fissato dalla legge e che cambia ogni anno. Nel 2015 era di 502,89 euro e nel 2016 è sceso a 501,88.
Il calcolo cambia a seconda che si tratti di una persona sposata o single.

CHE COS’E’ IL BONUS RENZI

Intanto va precisato che il termine non è corretto, non si tratta infatti di un vero e proprio bonus, ma di una detrazione fiscale, un credito IRPEF destinato ai cittadini che percepiscono redditi legati al lavoro dipendente o assimilato inferiore ai 25.000 euro e che permette loro di ottenere mensilmente il suddetto beneficio economico in busta paga.
Arrivato nel 2015 è stato riconfermato nel 2016 includendo anche le Forze dell’ordine.

Le reazioni suscitate dalla proposta del premier sono state contrastanti ed hanno scatenano inevitabili polemiche; e se il Ministro del Lavoro, Poletti, dà completo appoggio a Renzi, il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, precisa che “serve un ordine di priorità” perché “si rischia di affiancare all’esasperato populismo di opposizione che affligge questo Paese, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno”.
I commenti delle opposizioni, come quello di Luigi Di Maio, invece si interrogano su dove si andranno a prendere i 2 miliardi e mezzo di copertura per una tale manovra, con qualche dubbio anche sul fatto che la proposta voglia semplicemente spostare l’attenzione dalla questione petrolio in Basilicata, o che si tratti di propaganda elettorale.

Il tema è comunque stato aperto, sarà una promessa elettorale o una proficua speranza?

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