Bonus edilizi, vola mercato degli acquisti

(Teleborsa) – Numeri ” monstre” per il mercato della cessione dei crediti e degli sconti in fattura che avrebbe sfondato quota 40 miliardi di euro.

Numeri alla mano, infatti, a fine 2021, il mercato delle cessioni dei crediti, contando le opzioni comunicate, aveva raggiunto quota 38,4 miliardi di euro, nella stragrande maggioranza dei casi accumulati nel corso dell’anno passato, a un ritmo di oltre tre miliardi al mese di media. Ciò significa che bel primo quarto dell’anno in corso, è stata superato il tetto di 40 miliardi. Anche considerando il fatto che, dati Enea alla mano, nella prima parte dell’anno si sono consolidate nuove detrazioni 110% per circa sei miliardi di euro.

Crediti finiti in carico a banche e altri operatori che si sono proposti di liquidarli. Da un’indagine del Sole 24 Ore risulta che il soggetto più attivo è stato finora Intesa Sanpaolo, con 20 miliardi di crediti, tra pratiche già accettate (16 miliardi) e crediti erogati (4 miliardi).

In prima linea anche Poste Italiane che, in base all’ultimo dato disponibile, ha acquistato 7,4 miliardi di euro, impegnando una parte importante della sua disponibilità totale (9 miliardi). Forte anche l’impegno di Banco Bpm, a quota 3,5 miliardi di crediti contrattualizzati, ma che arriva a 4 miliardi considerando i clienti già coinvolti e che saranno contrattualizzati nel breve.

Intanto, l’incentivo superbonus 110% rischia il blackout totale, a causa delle continue defezioni delle banche, motivate dai numerosi paletti posti alla cessione del credito, per evitare le frodi. La limitata possibilità di cessione del credito fiscale, infatti, ne ha bloccato la diffusione, provocando una concentrazione eccessiva in capo alle banche.

Pensato, in origine, per facilitare il ricorso all’incentivo del Superbonus da parte di chi ha minori disponibilità economiche, la cessione del credito ha finito per alimentare un numero elevato di frodi, obbligando il governo ad intervenire, fissando paletti ed un limite inderogabile alla possibilità di passaggio da un soggetto all’altro.

E’ così arrivato un giro di vite sulle cessioni del credito e la normativa vigente permette solamente tre passaggi, il primo a qualsiasi soggetto che effettua il lavoro, gli altri due solo a intermediari finanziari (banche, assicurazioni ed altri intermediari).

Limitazioni che però hanno provocato una concentrazione dei crediti in capo ai soggetti finanziatori – banche, intermediari finanziari e assicurazioni – che si sono ritrovati a tenere in pancia miliardi di crediti fiscali, con il rischio di non poterli più riscuoterne.

Problema che ha coinvolto sia le piccole che le grandi banche, che hanno accusato un “effetto imbuto” a seguito del rigetto delle domande degli Istituti minori.