Bollorè indagato per aggiotaggio sulla scalata a Mediaset. Conti in chiaroscuro per Vivendi

(Teleborsa) – Vincent Bolloré, primo azionista del colosso media francese Vivendi, è indagato dalla Procura di Milano per la vicenda della scalata a Mediaset, di cui ha rastrellato in poco tempo quasi il 30% del capitale prima di venir bloccata dall’Agcom. La scalata poi era partita dopo la battaglia legale su Premium.

L’ipotesi di reato sarebbe quella di aggiotaggio, in quanto il gruppo francese verrebbe accusato di aver fatto scendere artificiosamente il valore del titolo per acquistare azioni “a sconto”. L’indagine, curata dai pm milanesi Fabio De Pasquale e Stefano Civardi, è partita dopo un esposto presentato da Fininvest, holding di controllo di Mediaset e cassaforte della famiglia Berlusconi, alla Consob, all’Agcom ed alla stessa Procura. 

E mentre sul penale indaga la Procura, sul fronte finanziario si attende ancora il “responso” dell’Agcom, l’authority per le comunicazioni, che ha avviato un’istruttoria per accertare se vi sia stata una violazione del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusm), a causa delle partecipazioni detenute in Telecom e Mediaset. 

A questo proposito, ieri, il CEO di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, nel corso della conference call con gli analisti sui risultati annuali, ha precisato “non controlliamo né Telecom né Mediaset” e, in merito alla disputa con la compagnia di Cologno Monzese, ha affermato di essere ottimista sulla possibilità di trovare una soluzione positiva con Mediaset ed ha ribadito la volontà di “costruire una forte relazione industriale”.

Cosa spera Vivendi? 

Il 2016 è stato per la compagnia francese un “anno di transizione e trasformazione”, ma la società mira alla crescita nel 2017, ha detto il numero uno Arnaud de Puyfontaine, commentando i risultati dello scorso esercizio e ricordando che la strategia di lungo periodo punta sulla creazione di “un gruppo mondiale di contenuti e media”.

Vivendi ha chiuso il 2016 con un utile netto sceso del 35% a 1,256 miliardi, e ricavi pressoché stabili per 10,8 miliardi (+0,5%), a causa dei minori ricavi generati da Canal+. Tuttavia, l’utile netto adjusted è salito dell’8,4% a 755 milioni. In deterioramento la redditività con un utile operativo calato del 2,9% a 1,194 miliardi, ed un Ebitda sceso del 23% a 724 milioni.

Positivo l’outlook sul 2017 che indica una crescita dei ricavi di oltre il 5% e dell’Ebitda del 25%.

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