Bolletta, le famiglie si affidano al mercato tutelato

(Teleborsa) – Cresce la pluralità nell’offerta di energia alla clientela di massa con numerosi nuovi operatori attivi nel mercato libero, ma con condizioni e situazioni differenziate, poco omogenee tra i settori elettricità e gas e, nell’ambito di ciascun settore, tra tipologie di clienti.
Quanto alla domanda, le piccole imprese (partite IVA) sono diventate più abili nel cogliere le offerte del mercato libero, mentre per le famiglie permane una difficoltà nel selezionare l’offerta più conveniente in base alle proprie esigenze. Sono questi i principali elementi di emersi dall’aggiornamento del Monitoraggio dei mercati retail relativamente al biennio 2014/ 2015 che aggiorna l’azione di monitoraggio
dell’Autorità sugli anni 2012/2013.

Per i clienti domestici infatti il comportamento più comune è quello di rimanere o tornare nel servizio tutelato, per limitata conoscenza del mercato, probabilmente a causa di una parziale fiducia nei mercati stessi o semplicemente da indifferenza sul tema. 

Nel 2015 poco meno di un terzo delle famiglie si approvvigiona sul mercato libero (32%) mentre la quota delle piccole attività è salita dal 36% del 2012 al 45% del 2015.

Nel settore elettrico è stato costante l’incremento del numero di operatori attivi nel mercato libero per tutte le tipologie di clientela (i gruppi societari attivi sono passati dai 219 del 2012 ai 335 del 2015), con condizioni concorrenziali uniformi a livello nazionale, ma differenziate per tipologie di clienti e con indici di concentrazione rimasti stabili.

Nel biennio 2014-2015 le rilevazioni della spesa sostenuta dai clienti domestici sul mercato libero dell’energia “sembrano attestarsi su valori mediamente più elevati rispetto a quelli nei regimi di tutela”. L’analisi deve necessariamente considerare che il prezzo del mercato libero comprende una quota di elementi aggiuntivi alla fornitura di energia (come programmi fedeltà, servizi extra, energetici e non) che ne rendono assai ardua la comparazione.

“Inoltre -spiega l’Authority- le offerte disponibili sono sempre più caratterizzate da un prezzo fisso. Tale tipo di offerte necessita che il venditore acquisisca coperture per il rischio di incrementi futuri del prezzo, con un differenziale di assicurazione pagato in più dai clienti”.

Anche per il settore gas è aumentato il numero degli operatori attivi, anche se la concorrenza non ha raggiunto ancora una dimensione nazionale (per tutto il quadriennio 2012-2015 solo 2 operatori risultano tra i primi 4 venditori in almeno 10 regioni). Nel 2015 ha cambiato modalità di fornitura (cioè ha cambiato fornitore anche uscendo dalla tutela) il 12,8% dei clienti finali domestici, valore pressoché costante a partire dal 2013. Nel medesimo periodo, i cambi tra modalità di fornitura per la clientela non domestica sono invece in crescita.

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