BoE, oggi la prima riunione post Brexit

(Teleborsa) – Per la prima volta in più di sette anni, gli analisti si aspettano finalmente qualche azione da parte della Bank of England (BoE) sui tassi di interesse. La banca centrale inglese guidata da Mark Carney si riunisce oggi annunciando le sue decisioni in materia di politica monetaria nella prima riunione dopo la vittoria della Brexit al referendum britannico, del 23 giugno scorso. 

Nei giorni scorsi, il governatore della BoE, durante un’audizione al Parlamento, aveva assicurato che “non ci sarà un credit crunch” come nel 2008. Le banche della Gran Bretagna “dispongono di molto capitale” e possono “aggiustare al ribasso la loro propensione sull’esposizione al rischio”, a riflesso della Brexit. 

Il “Monetary Policy Committee” della BoE renderà nota oggi una prima valutazione sulle implicazioni della Brexit sull’economia, cui seguirà una analisi più approfondita il 4 agosto. 

L’istituto centrale con molta probabilità sarà costretto a ricorrere a un ulteriore stimolo monetario dopo l’inatteso esito del referendum di giugno.

Nel tentativo di calmierare i mercati finanziari e sostenere la fiducia, dopo il voto inaspettato del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, la mossa della banca centrale è ampiamente vista per una riduzione del tasso di interesse di riferimento allo 0,25% rispetto all’attuale minimo storico 0,5%, fermo da marzo 2009. 

Le aspettative di un’azione decisa da parte della Bank of England si fanno più forti alla luce delle ultime evidenze di un brusco rallentamento economico del Regno Unito, comprese le prime indicazioni sul crollo della fiducia dei consumatori britannici. La più ripida caduta degli ultimi due decenni, un segnale molto pericoloso che fa presagire un rallentamento economico più ampio del previsto.

Secondo l’indagine svolta dall’istituto Gfk, il clima di fiducia dei consumatori, un barometro economico importante, è sceso di 8 punti ai primi di luglio, registrando il più grande calo mensile dal 1994. L’indice è calato a -9 punti dai -1 punti di giugno.
Il sondaggio è stato condotto su oltre 2 mila persone, nel periodo tra il 30 giugno e il 5 luglio, ed è il primo indicatore sul sentiment delle famiglie pubblicato dopo il referendum del 23 giugno.

Il 60% degli intervistati si aspetta che l’economia del Regno Unito si deteriori, nel corso dei prossimi dodici mesi, contro il 46% di giugno.

Tra gli addetti ai lavori, c’è anche chi pensa che ci sono ancora pochi dati che possano giustificare un immediato taglio dei tassi nel Regno Unito. Peraltro dopo che la sterlina ha già patito pesanti ribassi a seguito del voto per la Brexit.

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