Board Monitor Europe 2022: più esperienza e meno “matricole” nei CdA delle Blue Chips

(Teleborsa) – Le radicali trasformazioni del quadro geopolitico, economico e sociale intervenute nell’ultimo anno hanno avuto riflessi sostanziali nel rinnovo e nella composizione dei Board delle Blue Chip europee. L’ultimo Board Monitor Europe – la ricerca annuale condotta dalla società di executive search Heidrick & Struggles circa i trend nel rinnovo della composizione dei Consigli di Amministrazione delle principali società quotate – sottolinea la crescente esigenza di dominare la nuova complessità legata ai nuovi scenari assieme alla sensibilità sui temi della sostenibilità.

Dallo studio emerge come la risposta a questa esigenza sia stata una crescente designazione di profili manageriali esperti e ancora attivi in ruoli esecutivi rispetto al tradizionale ricorso ai retired. Quindi, consiglieri più consapevoli ed esposti alle nuove sfide, portatori di competenze tangibili e più agili nell’affiancare il management team. Non in controtendenza, ma degno comunque di considerazione, il ritorno a Board “più autoctoni” (con un trend decrescente nell’inserimento di profili di nazionalità estera) e un relativo rallentamento nel percorso di diversificazione di genere.

Rispetto allo scorso anno (e a fronte di un maggior numero di nuove designazioni, 573 rispetto alle 500 dell’anno precedente), le principali evidenze segnalano: la crescita della quota di Consiglieri che coprono ruoli esecutivi e manageriali in altre organizzazioni (il 67% nel 2021 rispetto al 63%); il rallentamento del percorso per il riequilibrio di genere (il numero di consigliere di nuova nomina è passato dal 45% al 43%); un trend di ri-localizzazione culturale e di esperienze (con una contrazione, dal 40% al 34%, dei profili di nazionalità diversa rispetto al paese in cui la società è quotata).

“Il contratto che lega le aziende all’ecosistema in cui operano e sviluppano il loro business è da mesi oggetto di una pressante richiesta di evoluzione, che rende centrale nell’agenda delle imprese il contributo al benessere collettivo rispetto alla tradizionale ricerca del profitto e dell’efficienza. Le varie manifestazioni recessive della crisi sistemica innescata dalla pandemia e amplificata dal conflitto bellico in corso – dalla sclerosi della catena logistica e di approvvigionamento delle materie prime alle nuove limitazioni alla libera circolazione di merci e lavoro – richiedono oggi una risposta più esperta, meno tattica, più agile nell’anticipazione dei futuri fattori di rischio. Gli stessi macro trend – dalle nuove manifestazioni della trasformazione digitale alle più evolute formulazioni dei principi di sostenibilità – impongono una nuova sensibilità manageriale, oltre alla compliance a una regolamentazione sempre più stringente (tema sul quale l’Europa conferma il suo primato)” ha osservato la Società nel rapporto.