Blocco sci: insorgono le imprese, danni incalcolabili

(Teleborsa) – La decisione del governo di bloccare lo sci fino al 5 marzo provoca tanta amarezza e delusione fra le imprese coinvolte, non solo quelle delle attività sciistiche, ma anche quelle della ristorazione e dell’ospitalità e più in generale del settore turistico. Da tutti un’unica richiesta: più chiarezza sulle decisioni e turismo di nuovo al centro.

Sangalli: “Situazione inaccettabile”

“Dopo la zona rossa decretata per sbaglio in Lombardia adesso subiamo il caos generato dagli annunci sulla stagione sciistica, prima aperta e poi chiusa”, denuncia il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, aggiungendo che ciò implica “altri pesantissimi danni per le imprese. Una situazione inaccettabile”.

Confturismo: “Messaggio negativo per il Paese”

“Con quest’ultimo colpo si completa un anno intero di blocco per il turismo, sostanzialmente senza soluzione di continuità”, ricorda il Presidente di Confturismo, Luca Patanè, sottolineando che “bloccare l’apertura degli impianti sciistici la sera prima dell’annunciata apertura è un messaggio negativo per il Paese”.

Confcommercio Fvg: “Chiusura impianti sci è presa in giro”

“Disattende completamente quelle che erano state le indicazioni vagliate anche dal Cts per il possibile avvio al 15 febbraio, mortifica gli sforzi fatti anche dal Fvg, che aveva predisposto un piano per ripartire in sicurezza innovativo ed efficace”, afferma il Presidente di Confcommercio Friuli Venezia Giulia, Giovanni Da Pozzo, che parla di una “presa in giro” e di una “follia” pensare ore di riaperire il 5 marzo in condizioni diverse.

Confturismo Veneto: “Inferociti per rinvio stagione sci”

Si dice “inferocito” il Presidente di Confturismo e di Federalberghi Veneto, Marco Michielli, ricordando che questo è il sesto rinvio da Sant’Ambrogio e che lo stop a questo punto è definitivo, perché il mese di marzo in potrà “salvare la stagione invernale”. “Si rendono indispensabili risarcimenti seri, non certo i ristori che fino ad oggi abbiamo visto”.

Coldiretti: chiusura stag9ione sciistica costa 10 miliardi

Per la Coldiretti la chiusura degli impianti anche nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale, che ha un valore stimato prima dell’emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera (montagna, alloggio, ristorazione, agriturismi, rifugi, malghe agroaòlimentare). Tutte attività che – sottolinea – hanno subito un calo di fatturato fino al 90%.

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