Bitcoin, in arrivo un registro per censire le transazioni online

Un registro a cui dovranno iscriversi tutti gli operatori che, in Italia, intendono offrire servizi nell'ambito delle criptovalute: è la proposta del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Tra i temi più dibattuti nel settore economia & finanza, un posto d’onore è sicuramente riservato al Bitcoin. Perché tanti sono i punti oscuri sulla più famosa tra le criptovalute, tante sono le paure che la vedono collegata al dark web, al riciclaggio di denaro sporco, all’acquisto di beni illegali, persino al terrorismo internazionale. Al centro dell’attenzione c’è l’anonimato che – si pensa – il Bitcoin garantisca. Tuttavia, non è corretto parlare di anonimato quanto di pseudonimi: facendo le opportune indagini, è possibile infatti tracciare la transazione e risalire a chi l’ha eseguita, in modo che questa persona venga identificata.

Nel frattanto che, le autorità, cercano di fare chiarezza sulla legittimità e gli utilizzi di Bitcoin e criptovalute, l’Italia ha adottato l’ultima direttiva europea antiriciclaggio, assumendo obblighi di controllo anche per chi presta servizi nell’abito della valuta virtuale, e ha proposto – attraverso un decreto del Tesoro – l’adozione di un registro a cui chiunque voglia offrire servizi nel mondo delle criptovalute dovrà iscriversi. Oggi in consultazione pubblica sul sito del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tale decreto si rivolge a tutti i soggetti interessati a svolgere nel nostro Paese attività di prestazione di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, e quindi attività di conversione e conservazione: exhange, wallet, operatori commerciali che accettano valute virtuali per i loro beni o servizi, ma anche chiunque venda qualsiasi cosa in Bitcoin.

L’obiettivo di tale operazione? La realizzazione di una prima rilevazione sistematica del fenomeno del Bitcoin, che cominci dall’individuazione del numero di operatori del settore che, a regime, dovranno iscriversi nel registro apposito tenuto dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, lo stesso in cui sono iscritti i compro-oro. Il testo, a cui si possono inviare osservazioni e contributi fino al 16 febbraio prossimo, ha tuttavia suscitato qualche perplessità. Il presidente di Assob.it (l’associazione italiana per lo sviluppo di tecnologie Blockchain), Stefamo Capaccioli, l’ha definita una buona bozza, a patto che si tolga la parte relativa agli operatori commerciali; il presidente di Bitcoin Foundation Italia, Franco Cimatti, pensa invece che si possa creare una situazione di caos, poiché il supporto deposito di criptovalute si sta diffondendo anche su vecchi sistemi di pagamento.

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