Bitcoin, dietrofront di Tesla: niente acquisti di auto in criptovaluta

(Teleborsa) – L’AD di Tesla, Elon Musk, affida ad un tweet la sua retromarcia sui Bitcoin. Tesla “ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di bitcoin” a fronte “dell’uso in rapida crescita di fonti fossili per il mining” della valuta.

A seguito della notizia centinaia di miliardi di dollari sono stati cancellati in poche ore dal mercato delle criptovalute: il Bitcoin ha pagato dazio con un crollo di oltre l’11%. Ma non è stato il solo: l’Ethereum ha capitolato di quasi il 9% e il Ripple del 10% circa.

Lo scorso febbraio Tesla aveva annunciato di aver comprato bitcoin per un controvalore di 1,500 miliardi di dollari e che intendeva accettare la criptovaluta per i pagamenti. Ma nella notte, Musk citando preoccupazioni ambientali ha deciso di sospendere le transazioni in bitcoin e spiegato che Tesla “è preoccupata per il rapido aumento dell’utilizzo di combustibili fossili per le transazioni e il “mining” (estrazione) di bitcoin, in particolare carbone, che ha le emissioni peggiori di qualunque combustibile”.

L’estrazione dei bitcoin avviene grazie al mantenimento del sistema informatico che li fa funzionare, basato su migliaia di computer che lavorano ad alta intensità e che consumano molta elettricità, nella maggior parte dei casi generata con combustibili fossili, soprattutto carbone.

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