Bitcoin, altro calo su stretta dalla Cina: una settimana sulle montagne russe

(Teleborsa) – Non è stato profondo come quello registrato mercoledì, ma nella giornata odierna il Bitcoin ha registrato un nuovo forte ribasso. Nel pomeriggio, infatti, il suo prezzo è passato da 41.478 dollari a 37.096 dollari in pochi minuti, secondo dati di CoinMarketCap. La nuova spallata alla più popolare delle criptovalute è arrivata ancora dalle autorità cinesi, le quali puntano a reprimere il mining e il trading dei crypto asset. Il vice premier cinese Liu He e il Consiglio di Stato hanno affermato in una dichiarazione che è necessaria una regolamentazione più rigorosa per proteggere il sistema finanziario, sottolineando che è fondamentale “reprimere il comportamento di mining e trading di Bitcoin e prevenire risolutamente la trasmissione dei rischi individuali al campo sociale“.

Il ribasso odiero è stata un’ulteriore tappa delle montagne russe sperimentate dalle criptovalute in questa settimana. Il culmine è stato sicuramente il crollo di mercoledì, che ha fatto scendere Bitcoin di oltre il 30% intraday ed Ether (la seconda cryptocurrency per valore) di oltre il 40%, con le altre monete digitali che hanno sofferto cali simili. Anche se il giorno successivo si sono registrati parziali rimbalzi, ben 887.000 possessori di criptovalute sono stati liquidati in sole 24 ore, secondo i dati di Bybt.com.
Il crollo verticale dell’intero mercato – il Bitcoin ha toccato i 30,016 dollari di minimo intraday, il livello più basso dal 28 gennaio – è arrivato dopo alcuni tweet in cui Elon Musk ha segnalato il fatto che la creazione di criptovalute consuma troppa energia, ma soprattutto da un avvertimento da parte della People’s Bank of China che, benchè ripetesse quanto già affermato nel 2017, ha iniettato sfiducia in un mercato in cui molti si aspettano una progressiva regolamentazione da parte delle autorità di tutto il modno. A ciò si è aggiunto, anche se non ha smosso particolarmente il mercato, la notizia che gli Stati Uniti stanno considerando un provvedimento che obblighi a segnalare all’IRS (l’agenzia USA deputata alla riscossione dei tributi) tutti i trasferimenti di criptovaluta superiori ai 10.000 dollari.

“La nuova guida emessa dalle agenzie di regolamentazione (cinesi, ndr) segnala che stanno prendendo le criptovalute più seriamente, vogliono più applicazione delle norme”, ha detto in un’intervista a Bloomberg Bobby Lee, fondatore e CEO del wallet di criptovalute Ballet. “Ma in termini di regole, non è cambiato nulla in termini di ciò che è permesso e non è permesso. Si parla di inseguire i minatori. La domanda è se riusciranno a individuare tutti i minatori”. I miner, minatori in italiano, sono le persone che allestiscono sistemi hardware potentissimi per “estrarre” le criptovalute, ovvero generarle.

(Foto: © Wit Olszewski / 123RF)

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