Biologico e contributi europei, agricoltori costretti a chiedere proroga piani produzione

(Teleborsa) – “Ogni anno è sempre la stessa storia; il sistema informativo del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) non dialoga con quello delle Regioni e di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e l’adempimento più importante per le aziende agricole biologiche italiane rischia di non essere rispettato“.

A lanciare l’allarme è Confagricoltura che scrive al ministero delle Politiche agricole su una questione che si presenta puntualmente, per “disfunzioni tecnico/burocratiche”. “Si  tratta – spiega la Confederazione – dell’inserimento nel sistema informativo del Piano annuale di produzione (PAP) che, oltre ad avere un’importanza fondamentale per i controlli, è essenziale per la richiesta dei contributi europei. E così anche quest’anno siamo costretti a chiedere la proroga della scadenza”. 

Confagricoltura, inoltre, pone in evidenza come il piano annuale di produzione per il bio sia un adempimento che ha una data di scadenza (31 gennaio) che non ha senso dal punto di vista della normale attività agricola; infatti si rende sempre necessaria la presentazione di diversi PAP di aggiornamento, mano a mano che il piano colturale assume la fisionomia definitiva.

Per superare le disfunzioni burocratiche e procedurali – suggerisce Confagricoltura – basterebbe utilizzare un sistema informativo unico, ovvero quello per la Domanda unica, eliminando così il PAP. Le aziende bio così potrebbero compilare la dichiarazione nel momento in cui hanno una cognizione certa delle colture che intendono mettere in campo, come avviene per tutte le altre imprese agricole. Invece si persevera nel prevedere un meccanismo che crea solo affanni e che, periodicamente, presenta i soliti problemi”.

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