Bilancio UE, Conte: Lontani da compromesso

(Teleborsa) – Sembra ancora lontana la fumata bianca sul nuovo Quadro finanziario pluriennale, una delle partite più importanti che l’UE disputerà quest’anno. “Se si continuerà da parte di alcuni Paesi, che peraltro hanno un livello di benessere molto elevato, a prospettare una visione frugale dell’Europa, il compromesso” sul bilancio pluriennale dell’Ue 2021-27 “è lontano”. Queste la parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivando a Bruxelles a Palazzo Europa per la seconda giornata del Consiglio Europeo.

“Dobbiamo abbassare gli egoismi nazionali”, ha ribadito il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenuto all’inaugurazione del master in giornalismo alla Luiss, parlando proprio del dibattito in corso sul Bilancio europeo.
“C’e’ da spiegare a tanti paesi che ragionano in contabilità ragionieristica – ha sottolineato – che stiamo lavorando per loro” aggiungendo che “dobbiamo aumentare la spazio europeo, non ridurlo. Non per uno spirito europeista evanescente ma per convenienza perche’ nessun paese dell’Unione da solo può risolvere i grandi problemi di oggi”.

GLI SCHIERAMENTI – Compromesso, dunque, ancora lontano e posizioni diverse da conciliare. Finanziare la Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione per le regioni più povere, lanciando al contempo nuovi progetti ambiziosi come l’European Green Deal, la trasformazione Digitale dell’economia e la politica di Difesa europea. Questa la sfida che 4 schieramenti in campo si trovano a dover fronteggiare.

I “Quattro Frugali” – Olanda, Austria, Danimarca e Svezia con la Germania che li sostiene – chiedono un tetto al bilancio Ue pari al 1% del Pil e puntano a ridurre le risorse per Agricoltura e Coesione e vantaggio dei finanziamenti per Green Deal, Ricerca e Difesa. Esigono, inoltre, una riforma del “rebate” – meccanismo finanziario introdotto negli anni ’80 su richiesta del Regno Unito che consente un rimborso sulla partecipazione al bilancio degli Stati contributori netti che ricevono meno fondi europei – dal momento che il loro contributo nazionale aumenta in modo sproporzionato a causa della Brexit. Vi sono, poi, gli “Amici della Coesione” –Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Malta, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria – che mirano a preservare il livello attuale di fondi per l’Agricoltura e la Coesione e vogliano cancellare il “rebate” per i paesi più ricchi. I “Quattro di Visegrad” – Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia – sono contro la condizionalità sullo Stato di diritto, che potrebbero privare Polonia e Ungheria di una parte dei fondi Ue. I Tre Baltici – Estonia, Lettonia, Lituania – chiedono garanzie sul finanziamento del progetto ferroviario Rail Baltic.

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