Bilancio, semaforo verde da Bruxelles sui conti pubblici 2017

Ma avverte: "Quello 2018 inadeguato, serve aggiustamento da 10,2 miliardi"

(Teleborsa) Pericolo scampato. Almeno per adesso. L’analisi del debito per l’Italia “suggerisce che la regola del debito è rispettata” e che il Paese è “ampiamente in linea con il braccio preventivo del Patto di stabilità nel 2017″, anche se l’elevato debito viene ritenuto un punto debole e resterà sotto una attenta analisi da parte dell’esecutivo comunitario. Lo scrive la Commissione Europea nelle Previsioni di primavera 2018 del semestre europeo, rivelando le raccomandazioni ai Paesi UE.

SEMAFORO VERDE DA BRUXELLES– Insomma da Bruxelles , semaforo verde per l’Italia sui conti pubblici 2017. Promossi, ma ovviamente la raccomandazione, neanche tanto tra le righe , è quella di proseguire sulla retta via e nella giusta direzione.

“A questo stadio non proponiamo di aprire procedure per deficit eccessivo” su Italia e Belgio. La rassicurazione arriva dal vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovkis che ieri aveva lanciato un monito al Paese alle prese con la formazione del nuovo Governo.

GIUDIZIO SOSPESO SULL’ANNO IN CORSO – Il messaggio però è chiaro: l’Italia deve continuare a ridurre il suo debito, che è il secondo più alto dopo quello della Grecia, rispetto al Pil. In particolare, per quanto riguarda l’anno in corso, il giudizio è sospeso e lo sforzo di risanamento è giudicato “inadeguato”. “Nel 2019 L’italia deve ridurre il deficit strutturale dello 0,6%”, ha detto Dombrovskis, quantificando quindi lo sforzo in circa 10,6 miliardi.

EUROPA, TRA CRESCITA E RISCHI – Parlando dell’UE, Dombrovkis ha aggiunto: L’Europa registra la crescita più forte in un decennio ed è destinata a continuare quest’anno e il prossimo. Nuovi rischi stanno emergendo, come la volatilità nei mercati finanziari globali e il protezionismo commerciale, dovremmo usare gli attuali tempi buoni per rafforzare la capacità di recupero delle nostre economie, il che significa costruire ammortizzatori fiscali, che darebbero ai paesi più spazio di manovra nella prossima recessione. significa anche riforme strutturali per promuovere la produttività, gli investimenti, l’innovazione e la crescita inclusiva”.

Bilancio, semaforo verde da Bruxelles sui conti pubblici 2017