Big Tech, UE prevede multe fino al 10% del fatturato in caso di gravi infrazioni

(Teleborsa) – Se le Big Tech non si assumeranno maggiore responsabilità nella moderazione dei contenuti e nelle loro pratiche concorrenziali potrebbero incorrere in multe fino al 10% del fatturato. È quanto si apprende da fonti Ue alla vigilia della presentazione del nuovo pacchetto di norme europee per regolare il mercato digitale che si prefigge di limitare il potere delle grandi piattaforme digitali, definite come gatekeeper, sul mercato.

“La crisi ha messo ancora più in evidenza la centralità delle grandi piattaforme e la necessità di regolarle, come la crisi finanziaria del 2008-2009 aveva messo in evidenza il bisogno di regole per le grandi banche sistemiche. Non sono regole contro qualcuno, ma cambieranno in modo significativo il modo di agire delle grandi piattaforme” ha dichiarato al Corriere della Sera il commissario Ue al Mercato interno Thierry Breton in vista dell’approvazione, domani, da parte della Commissione della revisione delle regole Ue per i servizi e i mercati digitali, della nuova legislazione sul settore digitale. Nel dettaglio sono due i provvedimenti che Breton firmerà con la vicepresidente della Commissione e titolare dell’Antitrust Ue Margrethe Vestager: il Digital Services Act (Dsa) sugli obblighi e i vincoli agli intermediari di contenuti che va ad aggiornare la direttiva sul commercio elettronico ferma a vent’anni fa; e il Digital Market Act (Dma) che prevede obblighi specifici per le entità definite “sistemiche” come Google, Apple, Facebook, Amazon, e Microsoft. “Digital Services Act – spiega Breton – è un atto legislativo trasversale: quello che è autorizzato nel mondo fisico dovrà continuare a essere permesso online ma quello che è vietato offline dovrà esserlo anche online”. Sul Digital Market Act Breton annuncia l’introduzione di “regole ex ante per i gatekeeper, perché sono più efficaci e immediate, con sanzioni finanziarie molto significative fino allo smembramento”.

In caso di pubblicazione di contenuti illegali le multe per i giganti del web potrebbero arrivare al 6% del volume d’affari, in caso di violazioni gravi e ripetute, e, se venisse messa in causa la sicurezza dei cittadini, si ipotizza anche la proibizione di operare nel mercato europeo.

Allo scopo di intervenire rapidamente in settori nuovi come blockchain, cloud, l’internet delle cose, la Commissione proporrà un nuovo strumento di concorrenza per intervenire senza la sollecitazione di ricorsi di concorrenti. Richiesta, inoltre, trasparenza sugli algoritmi.

Piattaforme e intermediari online – sottolinea Breton – “devono notificare alle autorità se è stato commesso un crimine, bloccare l’accesso a chi vende materiale contraffatto, fare una pubblicità trasparente, fornire chiarezza sull’algoritmo usato per spingere un determinato contenuto. È richiesto un moderatore che possa intervenire subito, sia umano sia automatizzato. Le autorità nazionali due volte l’anno faranno degli audit per controllare che le regole siano rispettate”.

Il criterio per definire le piattaforme sistemiche sarà il numero di utenti. “Piccole aziende piccole responsabilità, grandi industrie grandi responsabilità” chiosa Breton.

(Foto: © andreykuzmin / 123RF)

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