Biden: Processare Putin per crimini di guerra. “Nodo” stop gas russo

(Teleborsa) – Non abbassa i toni il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden che ieri ha invocato un processo per crimini di guerra contro Vladimir Putin. “Quello che sta accadendo a Bucha è un crimine di guerra”. Lo ha detto annunciando che la sua amministrazione sta studiando nuove sanzioni contro Mosca. “Putin è brutale, quello che è successo a Bucha è orribile”, ha aggiunto. “Dobbiamo continuare a fornire all’Ucraina le armi di cui ha bisogno”, ha detto parlando degli orrori di Bucha. Il presidente americano ha detto che “bisogna ricostruire tutti i dettagli di quello che è accaduto e tenere un processo per crimini di guerra” contro la Russia.

Non si è fatta attendere la replica di Mosca. Se gli americani vogliono investigare i crimini di guerra, “che comincino con i bombardamenti sulla Jugoslavia e l’occupazione dell’Iraq”, fa sapere la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando la proposta del presidente Biden di creare un tribunale per crimini di guerra dei russi in Ucraina. “Non appena finiscono, possono passare ai bombardamenti nucleari sul Giappone”, ha aggiunto Zakharova, citata da Interfax.

“Le accuse di atrocità contro i civili da parte delle truppe russe sono solo una provocazione, una messa in scena, i nostri militari non hanno fatto nulla di quello di cui sono stati accusati. Non è quello che è successo e abbiamo prove che proporremo al Consiglio di Sicurezza”. Lo ha detto l’ambasciatore di Mosca all’Onu, Vassily Nebenzia, parlando con i giornalisti. Oggi, intanto, la Russia presenterà “materiale” su quanto avvenuto a Bucha in una conferenza stampa a New York. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov citato dalla Tass.

Nel frattempo, Usa e Bruxelles lavorano insieme a nuove sanzioni. Lo hanno annunciato l’Alto rappresentante per la Politica estera Josep Borrel e il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva parlato di misure specifiche su “petrolio e carbone”. Il tema dovrebbe finire sul tavolo dei 27 nel corso della riunione Ecofin in programma martedì 5 aprile e su quella degli ambasciatori Ue del giorno successivo.

Quanto all’ipotesi circolata ieri di includere nel pacchetto lo stop al gas russo, alcuni leader europei frenano. In particolare, l’Austria si è schierata apertamente contro nuove sanzioni “legate al gas. Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste” ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Dubbi espressi anche da Christian Lindner, ministro delle Finanze tedesco.