Biden ha giurato, è il 46° Presidente degli Stati Uniti: “La democrazia ha vinto”

(Teleborsa) – Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di Presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”.

Pronunciando la formula di rito, davanti al Presidente della Corte suprema John Roberts, su una vecchia Bibbia di famiglia, tenuta dalla moglie Jill, alle 12.00 del 20 gennaio 2021, Joseph Robinette Biden Jr. è diventato a 78 anni il 46esimo Presidente degli Stati Uniti, il più anziano ad entrare in carica, il primo del Delaware e il secondo cattolico dopo John F. Kennedy.

Un insediamento tra barriere e divieti, in una Washington blindata in occasione dell‘Inauguration Day con migliaia di militari della Guardia Nazionale a presidio e difesa del Campidoglio Usa dopo gli attacchi dei sostenitori di Trump dei giorni scorsi.

Riflettori puntati su Kamala Harris: prima vicepresidente donna, di origini afroamericane e indiane, della storia americana, Harris ha giurato nelle mani del giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor e su due bibbie: una di Regina Shelton, ritenuta da Kamala e da sua sorella Maya una seconda madre: l’altra dell’icona dei diritti civili Thurgood Marshall.

Assente illustre, ovviamente, l’ormai ex Presidente Donald Trump che, da diversi giorni, aveva fatto sapere che avrebbe disertato la cerimonia. Calorosi applausi bipartisan, invece, per Mike Pence e consorte quando sono usciti da Capitol Hill per prendere posto nelle tribune esterne.

“Questa è la giornata dell’America, della democrazia, della storia, della speranza“, le prime parole di Joe Biden, nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca. “La democrazia ha prevalso”, ha aggiunto.

Un discorso inaugurale volutamente inclusivo. “Metterò tutta la mia anima per riunire la nazione“, ha detto rivolgendosi a tutti gli americani ai quali ha chiesto di aiutarlo “nell’unire il Paese”. “Gli Usa – ha proseguito – hanno molto da fare in questo inverno di pericolo, molto da riparare e da risanare”. Non è mancato un riferimento al virus che “ha fatto più vittime di quanti americani sono morti nella Seconda Guerra Mondiale”. Ma non è mancato un messaggio di speranza: “Possiamo battere il virus”. Poi una promessa: “Vinceremo sul suprematismo bianco e sui terroristi interni”. “Abbiamo il primo vicepresidente donna, Kamala Harris: non ditemi che le cose non possono cambiare”.

Il tono è sempre pacato e rassicurante, via ogni registro divisivo: “Sarò il Presidente di tutti gli americani – assicura – mi batterò anche per coloro che non mi hanno sostenuto“. Una nuova America, pronta a voltare pagina: “Il mondo ci guarda. Ripareremo le nostre alleanze”.

Il neopresidente Usa ha quindi promesso di ristabilire il rispetto della verità e ha invitato a “respingere” la cultura della manipolazione dei fatti, riferimento indiretto a Donald Trump, mai citato apertamente . “Lo so – ha detto Biden – parlare di unità può sembrare una folle fantasia in questi giorni. So che le forze che ci dividono sono profonde e reali. E so anche che non sono una novità. Ma l’unità è l’unica strada per andare avanti”.

Sottolineando che il Paese è messo a “dura prova” dalla pandemia, dall'”attacco alla democrazia e alla verità”, dalle
“ineguaglianze e dal razzismo sistemico”, dalla “crisi del clima” e ammonendo che “saremo giudicati per come affronteremo queste sfide”, ha concluso: “E’ il tempo del coraggio”.

“Auguri di buon lavoro al Presidente Joe Biden e alla vice-presidente Kamala Harris. È un grande giorno per la democrazia la cui importanza travalica i confini americani. L’Italia è pronta ad affrontare con gli Usa le sfide della comune agenda internazionale”, ha scritto su Twitter il Premier Giuseppe Conte, in un messaggio in italiano e in inglese.

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