Berlino, “mini intesa” su tregua in Libia. Sarraj e Haftar concordano per “monitoraggio”

(Teleborsa) – Più del “cessate il fuoco”, il risultato più importante ottenuto a Berlino dalla Conferenza internazionale di pace per la Libia è l’impegno dei due contendenti, il generale Khalifa Haftar e il Presidente Fayez al-Sarraj, che nella capitale tedesca non si sono neppure incontrati, a non procedere nell’’escalation del conflitto. Ma in ogni caso sarà tutto da verificare, considerando anche il recente “blocco del petrolio” disposto da Haftar.

Di questo tenore il commento finale del summit da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel. Resta ora da vedere l’atteggiamento “sul campo” di Russia e Turchia, oramai veri protagonisti anche sull’area del Mediterraneo. Mentre in serata, l’emittente araba del Qatar Al Jazeera ha riferito di nuovi scontri nella periferia sud di Tripoli.

Il Presidente del Consiglio Conte, a Berlino con il Ministro degli Esteri Di Maio, ha ribadito la disponibilità dell’Italia “nella direzione del monitoraggio della pace” e che, per il momento, il percorso è, nel migliore dei casi, solo avviato. “Piccoli passi avanti”, è stato il giudizio del Ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov.

Nella riunione di mediazione per la pace in Libia promossa dalla Merkel a Berlino d’intesa con le Nazioni Unite, a differenza della “riunione” del 2018 a Palermo, tra le delegazioni degli undici Paesi intervenuti sono stati presenti, oltre alla “padrona di casa”, il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente francese Emmanuel Macron. In Sicilia, Russia, Francia e Germania erano stati presenti “a livello più basso”. E Haftar e Sarraj allora si strinsero la mano.

I due avversari libici, ora in situazione decisamente peggiorata, hanno accettato un “monitoraggio” internazionale, che prevede la formazione e la dislocazione in territorio libico di una forza militare internazionale di pace di cui potrebbe far parte anche un contingente italiano. Nelle prossime ore da Bruxelles dovrebbero esser noti i dettagli da parte dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue Josep Borrell su come militari europei potrebbero contribuire a far rispettare un cessate il fuoco duraturo.

L’attuale, seppur fragile, “cessate il fuoco” è scattato il 12 gennaio su impulso di Russia e Turchia. Uno dei progressi più importanti della Conferenza di Berlino è in ogni caso, su proposta dell’Onu, la designazione di cinque nomi da parte di ciascuno dei due contendenti per formare un comitato militare libico misto. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrà ora valutare i documenti approvati a Berlino, per l’organismo che dovrebbe favorire il consolidarsi della tregua.

In ogni caso, gli impegni, a partire da quello sul rispetto dell’embargo dell’Onu sulle armi, ci sono. Ma, guarda caso, sottoscritti anche da Turchia, Russia, Emirati, Paesi che hanno fornito a entrambi gli schieramenti libici proprio notevoli quantità di attrezzature militari.

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