Benzinai: il 6 e 7 novembre lo sciopero di impianti stradali e autostradali in tutta Italia

Distributori di benzina chiusi per due giorni per protestare contro le misure della Manovra

(Teleborsa) – A soli due giorni dalla serrata viene confermato lo sciopero di due giorni dei benzinai, per il 6 e 7 novembre, su strade ed autostrade per tutto il territorio nazionale. La conferma arriva dalle associazioni di categoria dei gestori di carburanti Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, che hanno proclamato lo sciopero per protestare contro una serie di misure della manovra penalizzanti per il settore.

La sospensione dell’erogazione avrà inizio alle ore 6 del giorno 6 novembre e terminerà alle ore 6 del giorno 8 novembre. Due giorni pieni di sciopero che mettono fortemente a rischio la mobilità.

“Di fronte al silenzio assordante del Governo ed all‘indifferenza del Ministro dello Sviluppo Economico, le organizzazioni dei gestori degli impianti stradali non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale”, spiega una nota congiunta, aggiungendo che il MISE in questo modo “ha dimostrato la sua totale assenza sul terreno del confronto con i gestori, mostrando disinteresse e superficialità verso un settore che garantisce la mobilità dei cittadini, il servizio agli automobilisti, dalla grande viabilità sino alle aree interne del paese”.

Oggetto della protesta sono una serie di misure contenute nella manovra 2020 – dalla fatturazione elettronica agli ISA, dai registratori di cassa telematici ai documenti di trasporto – penalizzanti per un settore che percepisce margini esigui (il margine non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti).

“Tutti adempimenti inutili – si sottolinea – fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali. Provvedimenti che duplicano le incombenze burocratiche senza alcuna valenza sulla lotta all’illegalità o alla infedeltà fiscale, lasciando in pace gli evasori che possono continuare a fare business anche nel nostro settore che appare sempre più inquinato dalla criminalità organizzata”.

“Il silenzio del Governo – aggiungono i benzinai – è un grave atto di irresponsabilità non solo verso i gestori, ma verso i cittadini stessi che saranno chiamati a pagare, con inevitabili disagi, il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico, anziché soluzioni per le categorie produttive e finanche a favorire, indirettamente, il sistema bancario”.

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