Benzina su nuovi record: è allarme per rincaro spesa consumatori

(Teleborsa) – I carburanti toccano nuovi record storici: la verde a 1,869 euro al litro, ai massimi da settembre 2012, ed il gasolio a 1,740 euro al litro, al top da ottobre 2012. E’ quanto emerge dall’aggiornamento settimanale del MISE, che sconta di aumenti dei prezzi legato all’ascesa del prezzo del petrolio fino a 100 dollari al barile.

Si calcola che, da inizio anno, un litro di benzina è rincarato di quasi 15 cent (+8,7%) equivalente a 7 euro e 46 cent per un pieno di 50 litri e 179 euro su base annua, mentre un litro di gasolio è aumentato di oltre 15 cent (+9,8%), pari a 7 euro e 76 cent a rifornimento e 186 euro annui.

In un anno esatto, si registrano rispettivamente aumenti del 21,6% e del 23,6%. Una stangata, su base annua, pari a 399 euro per la benzina e 398 per il gasolio.

“Il Governo si comporta come Ponzio Pilato, ma non può continuare a lavarsene le mani. La benzina sta facendo impennare l’inflazione e sta svuotando i portafogli degli automobilisti”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, indicando le priorità nella eliminazione o riduzione di accise ed IVA.

Anche nlancia l’allarme per “prezzi che esplodono in modalità servito, con la benzina che viaggia oramai verso 2,1 euro al litro in molti distributori italiani”. “Listini alla pompa destinati a crescere nei prossimi giorni – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – per effetto della guerra scoppiata in Ucraina e delle conseguenze sulle quotazioni del petrolio. Di qui la necessità di “sterilizzare” IVA ed accise.

Per Assoutenti c’è una “situazione che rischia di esplodere nei prossimi giorni, con la guerra in Ucraina che potrebbe portare benzina e gasolio a raggiungere record storici dei prezzi”. “Per questo chiediamo al Premier Draghi di convocare al più presto le associazioni dei consumatori – sottolinea il presidente Furio Truzzi – allo scopo di studiare provvedimenti volti a contrastare il caro-benzina, partendo dall’indispensabile sterilizzazione dell’Iva e da una riduzione del peso delle accise, misura che oramai sembra non più rinviabile”.