Benzina, se il petrolio fosse gratuito costerebbe comunque 1 euro

(Teleborsa) – Non si placano le polemiche sul presunto mancato adeguamento del prezzo dei carburanti all’attuale livello delle quotazioni del greggio.

Oggi l’Unione Petrolifera ha fatto presente che da giugno 2015 ad oggi il prezzo della benzina è diminuito complessivamente di oltre 21 centesimi euro/litro, mentre quello del gasolio di circa 28 centesimi, riflettendo appieno la discesa del greggio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali.

A livello industriale, inoltre, il prezzo italiano è inoltre assolutamente in linea con quello medio dei paesi dell’area euro.

Nonostante ciò sono moltissimi gli italiani, e di conseguenza le associazioni dei consumatori, che continuano a reclamare aggiustamenti al ribasso più consistenti per benzina & co.

In realtà il vero problema è il peso del fisco: per questo la Federazione Autonoma Benzinai (FAIB) ha chiesto oggi al Governo di intervenire sulle accise e sull’IVA, che pesano per il 69% del costo pagato dai consumatori e sono praticamente insensibili alle variazioni delle quotazioni del petrolio.

Per assurdo, anche se i Paesi produttori regalassero all’Italia la materia prima, un litro di verde costerebbe comunque agli italiani 1,083 euro, un litro di gasolio 0,965 euro.

Una soluzione sarebbe quella di legare le accise al costo effettivo della materia prima, introducendo un meccanismo di flessibilità che permetta di riflettere le variazioni delle quotazioni del greggio.

Altra soluzione è la sterilizzazione dell’IVA, che da sola incide per il 18% sul costo del carburante.

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