Benzina e gasolio su nuovi record. Appello consumatori: serve tetto ai prezzi

(Teleborsa) – Tornano a volare i prezzi dei carburanti alla pompa, nonostante la proroga del taglio delle accise sino ai primi di agosto. Un valore tenuto alto dalle tensioni internazionali e dall’aumento delle quotazioni del petrolio. Secondo i dati del MITE, il prezzo medio della benzina in modalità self ha raggiunto nell’ultima settimana 2,074 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato sino a 2,033 euro/litro.

“Sulle vacanze estive degli italiani sta per abbattersi una maxi-stangata legata agli spostamenti per raggiungere le località di villeggiatura, denuncia Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “è evidente che il taglio delle accise prorogato al 2 agosto non è una misura sufficiente. Ciò che realmente serve è bloccare i prezzi di benzina e gasolio alla pompa a tornare a listini amministrati dallo Stato”.

I prezzo di un litro di benzina è salito del 27,7% su base annua ed il gasolio costa il 37% in più. Per un pieno di benzina si spendono in media 22,5 euro in più rispetto al 2021 e per uno di gasolio 27,4 euro in più. La maggiore spesa su base annua raggiunge oggi quota +540 euro a famiglia in caso di auto a benzina, e addirittura +658 euro in caso di auto diesel.

“Non c’è pace per gli automobilisti. Le speculazioni proseguono indisturbate senza che nessuno intervenga”, protesta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

In una sola settimana un pieno di benzina da 50 litri sale di 53 cent euno di gasolio di 1 euro e 39 cent. Dall’inizio della guerra, nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo, un litro di benzina costa oltre 22 cent in più, con un rialzo dell’12,1%, pari a 11 euro e 20 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio è maggiore di oltre 31 cent al litro, con un balzo del 18,1%, pari a 15 euro e 57 cent a rifornimento. Dall’inizio dell’anno, la benzina è aumentata del 20,6%, pari a 17 euro e 72 cent per un pieno di 50 litri, 425 euro su base annua, il gasolio è lievitato del 28,3%, 22 euro e 43 cent a rifornimento, equivalenti a 538 euro annui.

“Un disastro. E’ di tutta evidenza che la proroga del Governo fino al 2 agosto è come cercare di svuotare il mare con un secchiello se non si ferma prima questa pericolosa escalation dei prezzi, ormai fuori controllo”, sottolinea Dona, ribadendo “bisogna tornare ai prezzi amministrati o ridurre l’Iva dal 22 al 10 per cento, alzando anche il taglio delle accise di altri 10 cent, altrimenti non se ne esce”.