BCE verso l’addio all’acquisto di asset?

(Teleborsa) – Entra nel vivo il dibattito sulla possibile uscita graduale daglistimoli monetari da parte della Banca Centrale Europea.

Il revival delle speculazioni è dovuto ad una serie di dichiarazioni rilasciate ieri, 6 giugno. In particolare Peter Praet, capo economista e membro del board direttivo dell’Eurotower, ha detto che “la prossima settimana il Consiglio direttivo della BCE valuterà se i progressi fatti finora sono stati sufficienti a giustificare una graduale uscita dal QE”. 

Anche il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, ha lasciato intendere che è abbastanza plausibile un addio alle massicce politiche di stimolo messe in atto dall’Eurotower.

Le parole di Praet e Weidmann hanno immediatamente avuto ripercussioni sull’euro, salito ai massimi di due settimane sul dollaro.

Fino ad oggi la BCE ha sempre confermato l’intenzione di proseguire con l’acquisto di asset all’attuale ritmo fino alla fine di settembre, lasciando comunque aperta la possibilità di proseguire anche oltre quella data per poter riportare l’inflazione attorno al target del 2%.
“Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma che intende effettuare gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione” si legge ormai da mesi nello statement che accompagna la decisione di politica monetaria.

Ma dal momento che la crescita economica dell’Eurozona sta riportando i prezzi verso il target BCE – la stima flash diffusa alla fine dello scorso mese ha rilevato a maggio una crescita dei prezzi dell’1,9% – non è esclusa qualche novità nel comunicato che sarà rilasciato dopo la fine del meeting del Board in agenda a Riga, in Lettonia, il prossimo 14 giugno.  

BCE verso l’addio all’acquisto di asset?