BCE, trovare manodopera qualificata è la prima preoccupazione per PMI zona euro

(Teleborsa) – Dopo un anno dallo scoppio della pandemia, la difficoltà nel trovare manodopera qualificata, oltre che clienti, è la preoccupazione principale per le PMI dell’area euro. È quanto emerge dal rapporto Access to Finance of Enterprises (SAFE) della Banca centrale europea, condotto dall’8 marzo al 22 aprile 2021 e riferito al periodo ottobre 2020 – marzo 2021.

La mancanza di manodopera qualificata è stata considerata la principale preoccupazione per le PMI dell’area euro (21%), seguita dalla difficoltà di trovare clienti (20%). Le preoccupazioni sull’accesso ai finanziamenti sono rimaste basse nell’area euro nel suo insieme (9%), ad eccezione delle PMI in Grecia (18%). Anche le preoccupazioni per la concorrenza (10%), i costi di produzione (12%) e gli oneri normativi (12%) sono state relativamente basse nell’eurozona nel suo insieme.

La percentuale di PMI che segnalano un miglioramento della disponibilità di prestiti bancari è scesa marginalmente al 3% (dal 6%). Il lieve miglioramento della disponibilità di prestiti bancari è stato diffuso tra quasi tutti Paesi, con poche eccezioni. Dati diversi, invece, nel caso delle microimprese (definite come imprese con meno di dieci addetti): per la prima volta dalla metà del 2015 hanno segnalato un calo della disponibilità di prestiti bancari (-2%). Al contrario, le grandi aziende hanno indicato che la disponibilità di prestiti bancari è tornata ai livelli pre-Covid.
Secondo il sondaggio della BCE, le PMI hanno continuato ad attendersi un deterioramento della disponibilità della maggior parte delle fonti di finanziamento esterno, sebbene in misura minore rispetto al passato. In particolare, le PMI hanno continuato ad attendersi un peggioramento del loro accesso ai prestiti bancari nei prossimi sei mesi (-9% in termini netti, rispetto al -16% della precedente tornata di indagini). Analoghe aspettative sono state espresse per quanto riguarda l’accesso alle linee di credito (-10%, da -14%), credito commerciale (-6%, da -14%) e altri finanziamenti (-3%, da -10%). Per contro, si prevede un marginale miglioramento degli accessi per le locazioni e le rateizzazioni (1%, da -2%). Le aspettative delle PMI riguardo all’emissione di titoli di debito continuano a indicare un peggioramento (-4%, da -15%), mentre l’emissione di azioni, al contrario, dovrebbe migliorare (2%, da -3%).

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