Bce, senza sorprese: i tassi restano invariati. Draghi: “Economia e inflazione in rafforzamento”

"L’inflazione, aiutata dalle nostre politiche di stimolo, dovrebbe crescere in maniera graduale", ha dichiarato il presidente della Bce

(Teleborsa)  Come da attese, riunione senza sorprese della Bce che conferma i tassi ai minimi storici e la rimodulazione del quantitative easing (QE) a partire da gennaio, con acquisti mensili dimezzati e orizzonte temporale degli acquisti almeno fino a settembre 2018.

Da gennaio il QE verrà dimezzato – Per quanto riguarda il Qe,  l’istituto centrale ha confermato la tabella di marcia che era stata annunciata già lo scorso ottobre che prevede la riduzione degli acquisti mensili di attivi da 60 a 30 miliardi di euro al mese a partire dal prossimo mese di  gennaio a fronte del prolungamento del programma “sino alla fine di settembre 2018 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione”. Ribadito anche l’impegno, se le condizioni peggiorano, ad aumentare entità o durata del Qe qualora questo si dovesse rendere necessario per raggiungere l’obiettivo di un ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di lungo termine.

Mercato in fermento, insomma, dopo il giro di valzer iniziato ieri con la mossa della Federal Reserve, che aveva ha alzato i tassi di interesse, negli USA (il terzo rialzo dei tassi nell’anno, l’ultimo dell’era Yellen)  e la  Cina che, a sorpresa, ha alzato leggermente (5 punti base) i tassi di riferimento sulle operazioni di mercato monetario (a 7 e 28 giorni e ad 1 anno) proprio in reazione alla decisione della Fed.

Come  ampiamente atteso, la Bank of England (BOE), ha lasciato fermi i tassi di interesse allo 0,50%, e mantenuto invariato il piano di acquisto di asset (Quantitative Easing). Si tratta di una decisione presa all’unanimità dai 9 membri del board.

Nella conferenza stampa di rito, Mario Draghi ha sottolineato come i dati più recenti suggeriscano per l’Eurozona “una forte tendenza alla crescita” che aiuterà l’inflazione a risalire. In particolare, le nuove previsioni di crescita della Bce indicano una crescita del Pil nell’Eurozona del 2,4% nel 2017, del 2,3% nel 2018 e dell’1,9% nel 2019.

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