BCE, pronti ad aumentare ancora tassi nei prossimi mesi

(Teleborsa) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea “si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni, per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento delle aspettative d’inflazione”. Lo riporta il Bollettino economico, spiegando che a settembre l’istituzione ha deciso di alzare i tassi di altri 75 punti base “perché l’inflazione seguita a essere di gran lunga troppo elevata ed è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo”. La Bce punta a portare i tassi “a livelli che assicureranno un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine. Anche in futuro – aggiunge il bollettino – le decisioni sui tassi di riferimento saranno dipendenti dai dati e rifletteranno un approccio in base al quale tali decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione”.

Dopo il rafforzamento della prima metà dell’anno “i dati recenti indicano un considerevole rallentamento della crescita nell’area dell’euro, con l’economia che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell’anno e nel primo trimestre del 2023″. Quanto ai rincari dell’energia “riducono il potere d’acquisto dei redditi delle famiglie e, sebbene si stiano attenuando, le strozzature dal lato dell’offerta continuano a frenare l’attività economica. Inoltre, la situazione geopolitica avversa, soprattutto l’aggressione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia, si ripercuote sulla fiducia delle imprese e dei consumatori”, aggiunge la Bce.

Capitolo l’inflazione: ad agosto nell’area euro ha raggiunto il 9,1 per cento e “il vertiginoso aumento dei prezzi dei beni energetici e alimentari, le pressioni dal lato della domanda in alcuni settori dovute alla riapertura delle attività economiche e le strozzature dal lato dell’offerta continuano a sospingerla verso l’alto”. “Le spinte sui prezzi hanno continuato a rafforzarsi e a diffondersi in tutta l’economia e nel breve periodo l’inflazione potrebbe aumentare ulteriormente. Quando le attuali determinanti dell’inflazione verranno gradualmente meno e la normalizzazione della politica monetaria produrrà i suoi effetti sull’economia e sul processo di formazione dei prezzi – prevede l’istituzione – l’inflazione si ridurrà”. “I rischi per le prospettive di inflazione sono prevalentemente orientati al rialzo”, dice ancora la Bce. “Come per la crescita, il rischio principale nel breve termine è rappresentato da un’ulteriore interruzione delle forniture di energia. Nel medio termine l’inflazione potrebbe rivelarsi più elevata delle aspettative a causa di un peggioramento persistente della capacità produttiva dell’economia dell’area dell’euro, di ulteriori rincari dei beni energetici e alimentari, di un incremento delle aspettative di inflazione al di sopra dell’obiettivo del Consiglio direttivo o di aumenti salariali maggiori del previsto. Tuttavia, un’eventuale diminuzione dei costi energetici o un indebolimento della domanda nel medio termine potrebbero ridurre le pressioni sui prezzi”.

La BCE evidenzia anche che “Il mercato del lavoro si dovrebbe indebolire a seguito del rallentamento economico, pur continuando nell’insieme a evidenziare una tenuta piuttosto buona”. “Il mercato del lavoro – si legge – si è dimostrato solido, dando sostegno all’attività economica. Il numero di occupati è aumentato di oltre 600.000 unità nel secondo trimestre del 2022 e a luglio il tasso di disoccupazione è sceso al minimo storico del 6,6 per cento. Nel secondo trimestre del 2022 il totale delle ore lavorate e’ ulteriormente aumentato, dello 0,6 per cento, superando i livelli pre-pandemia. In prospettiva, è verosimile che il rallentamento dell’economia induca, in qualche misura, un aumento del tasso di disoccupazione”.

Intanto, in una intervista rilasciata alla testata “t-online”, è arrivato il monito lanciato da Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce. Misure di sostegno pioggia da parte dei governi in questa fase con le politiche di bilancio “possono stimolare la domanda e spingere a rialzo l’inflazione”. E alla Bce “potrebbe toccarci di far salire i tassi di interesse anche di più”.