BCE pronta a porre fine alla politica espansiva: ecco cosa aspettarsi

(Teleborsa) – Prende il via oggi la due giorni della BCE, ad Amsterdam, che culminerà domani con l’annuncio delle decisioni di politica monetaria, pressoché scontate: il definitivo ritiro del QE a questa riunione ed un aumento dei tassi d’interesse di 25 0 50 punti base a luglio.

L’obiettivo dell’Eurotower, di fronte ad un’inflazione galoppante, che sta ora condizionando anche la crescita dei salari, è arrivare ad un punto di neutralità dei tassi di interesse, che il Governatore della Banque de France Villeroy ha indicato fra l’1% ed il 2%, ma è importante che si eviti anche un effetto doccia fredda sulla crescita.

L’inflazione nell’Eurozona continua a crescere ed ha raggiunto un livello dell’8%, per effetto del rincaro delle materie prime energetiche, che si sta scaricando a catena sui beni alimentari ed ora anche sui salari, che hanno registrato una crescita del 2,8%. Un dato questo che preoccupa molto i banchieri e che, prima della BCE, ha convinto la Fed a dichiarare guerra all’inflazione ed abbracciare una politica fortemente restrittiva.

Ma cosa ne pensano gli analisti?

Per Gero Jung, Chief Economist, Mirabaud AM, “è una certezza l’aumento di 25 punti base del tasso di deposito ai meeting di luglio e settembre della BCE”. “Non prevediamo un aumento di mezzo punto, come indicato dal governatore della banca centrale olandese Knot. – precisa l’esperto – Per il futuro, tuttavia, ci aspettiamo che la BCE si mantenga prudente, perché riteniamo che l’attività economica rallenti significativamente e le pressioni inflazionistiche si attenuino nella seconda metà dell’anno. Tutto ciò è in linea con le ultime indagini sui consumatori della Commissione europea, che hanno mostrato un rallentamento delle aspettative di inflazione nella maggior parte dei Paesi europei”.

Anche Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, conviene che l’aumento, il primo in 11 anni, sarà di 25 punti base e non di più. Inoltre, ci si attende che di fronte a un’inflazione che continua a sorprendere al rialzo, la BCE dovrebbe adottare un tono fermo e affermare la propria determinazione a rispettare il mandato di stabilità dei prezzi.

Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income di Candriam, ritiene che la BCE sia “in ritardo” e “di fronte a una crescita annua dei prezzi superiore all’8%, sta preparando i mercati a un primo rialzo dei tassi di riferimento a luglio, che dovrebbe essere seguito da almeno altri due rialzi entro la fine dell’anno. Il tasso di deposito potrebbe quindi passare da -0,50% a +0,25%, uscendo dal territorio negativo”. Per l’analista “è probabile che le prospettive di inflazione si preannuncino elevate anche nei prossimi mesi e ciò potrebbe spingere la BCE a rivedere al rialzo le aspettative d’inflazione a giugno. Ciò suggerisce una reazione più rapida e più forte della BCE sul fronte del rialzo dei tassi nel 2022″.