BCE pronta a nuovi stimoli in autunno

(Teleborsa) – La BCE si prepara ad annunciare nuove misure di stimolo in autunno, in particolare un rafforzamento del piano pandemico (PEPP) da 1.350 miliardi di euro ed una estensione della durata degli acquisti di asset. Una mossa che sarà annunciata più avanti, mentre la prossima riunione del 10 settembre potrebbe chiudersi con un nulla di fatto, sebbene la Presidente Christine Lagarde potrebbe farvi cenno nella conferenza stampa che seguirà.

Sono queste le attese degli economisti, secondo un sondaggio condotto da Bloomberg, a meno di una settimana dalla riunione di fine estate, che dovrà confrontarsi con uno scenario di nuovo in rallentamento, dopo l’exploit della Fase 2, e con l’eccessiva forza dell’euro, che non avvantaggia la competitività delle imprese dell’Eurozona.

L’Istituto di Francoforte, stando alle stime prevalenti, potrebbe annunciare un aumento del PEPP di 350 milioni di euro a partire dal mese di dicembre ed una estensione della scadenza del piano di acquisti asset di sei mesi a tutto il 2021.

Un oulook in deterioramento – La prima fase post crisi ha evidenziato una crescita forte dell’attività, grazie alla ripresa degli ordini, al recupero dei viaggi e del turismo per il periodo estivo ed all’abbattimento di tutte le restrizioni. L’outlook per i mesi venture, però, è meno brillante e stanno già arrivando i primi segnali di indebolimento dell’attività, con la ripresa dei contagi in vari paesi del Continente.

L’inflazione è tornata negativa – A preoccupare i banchieri è anche l’andamento dei prezzi, che certifica una ricaduta in deflazione ed un allontanamento da quel target di stabilità che è alla base del mandato. Il numero due della BCE, Luis de Guindos, ha però cercato di allentare le preoccupazioni, affermando che i prossimi dati segnaleranno un calo nel breve ma si prevede un “rimbalzo” nel 2021.

La debolezza dell’euro agisce da freno – A preoccupare è anche l’eccessivo apprezzamento dell’euro, anche se la stessa Schanbel ha precisato “non mi preoccupo troppo degli sviluppi dei tassi di cambio. Se c’è una svalutazione del dollaro statunitense, ciò tende a stimolare il commercio mondiale e la crescita globale”.

Cambio strategia? Una situazione così spinosa che qualcuno ha anche prospettato che la Banca centrale segua l’esempio della Fed e renda flessibile il target di inflazione del 2%. Una ipotesi che per ora è stata esclusa da Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo, anche se ha confermato che la BCE sta effettivamente ragionando su un cambio della strategia e sui target di inflazione.

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