Bce, nuovi requisiti prudenziali per Npl dal 26 aprile

(Teleborsa) – Rispetto ai 1.000 miliardi del novembre 2014, il volume dei crediti deteriorati (Npl) detenuti dalle banche europee alla fine di marzo 2019 si era “quasi dimezzato collocandosi a 587 miliardi di euro, con un’incidenza degli Npl pari al 3,7%”. Ad affermarlo è la Banca centrale europea che, tuttavia, nonostante “i recenti progressi” fa sapere di ritenere “indispensabile l’ulteriore riduzione del livello degli Npl, per risolvere il problema in tempi rapidi, finché le condizioni economiche sono ancora favorevoli”.

È questa la motivazione alla base della decisione della Bce di rivedere le proprie aspettative di vigilanza in merito agli accantonamenti prudenziali per le nuove esposizioni deteriorate (le cosiddette Npe che misurano per l’appunto l’esposizione degli istituti bancari rispetto ai crediti deteriorati, gli Npl). Una decisione – si legge nel comunicato allegato al documento tecnico diffuso dalla Bce – “assunta tenendo conto dell’adozione di un regolamento dell’Ue che disciplina il trattamento di primo pilastro per le Npe. Il nuovo regolamento, entrato in vigore il 26 aprile 2019, integra le norme prudenziali vigenti, imponendo una deduzione dai fondi propri per le esposizioni deteriorate non sufficientemente coperte (da accantonamenti o altre rettifiche)”.

Modifiche alle precedenti linee guida Bce definite nell’Addendum – Le modifiche prevedono che “l’ambito di applicazione delle aspettative vigilanza della Bce per le nuove Npe sarà limitato alle esposizioni deteriorate derivanti da prestiti erogati prima del 26 aprile 2019, che non sono soggetti al trattamento di primo pilastro. Le Npe derivanti da prestiti erogati a partire dal 26 aprile 2019 saranno assoggettate al trattamento di primo pilastro; la Bce concentrerà la sua attenzione sui rischi connessi”. Vengono inoltre definiti i calendari per i relativi accantonamenti prudenziali e sono allineati al trattamento di primo pilastro previsto dal nuovo regolamento Ue anche “il percorso di graduale convergenza verso la piena applicazione e la suddivisione delle esposizioni garantite, nonché il trattamento delle Npe garantite o assicurate da un’agenzia ufficiale per il credito all’esportazione”.
Restano invariati, invece, “tutti gli altri aspetti, incluse le circostanze specifiche che possono rendere inappropriate le aspettative in merito agli accantonamenti prudenziali per un determinato portafoglio o una determinata esposizione”.

Gualtieri: “Vittoria del Parlamento europeo” – A salutare positivamente la decisione è Roberto Gualtieri, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo e relatore del regolamento sugli Npl approvato lo scorso gennaio. “Accolgo molto positivamente la comunicazione del Ssm alle banche europee che archivia l’addendum sugli Npl varato da Daniele Nouy e allinea le aspettative di vigilanza sulle nuove esposizioni deteriorate alle norme negoziate da Parlamento europeo e Consiglio ed entrate in vigore il 26 aprile scorso – ha dichiarato Gualtieri –. Si tratta di una decisione che permette di eliminare gli elementi di incertezza che ancora permanevano per quanto riguarda gli accantonamenti prudenziali per i nuovi crediti deteriorati, e che al contempo riconosce il primato delle scelte dei co-legislatori”. Per il presidente della Commissione si tratta di “una vittoria del Parlamento europeo e delle procedure democratiche di co-decisione, e anche della capacità che ha avuto in questo caso l’Italia di fare sistema”. In questo modo – ha sottolineato Gualtieri – l’Ue ha potuto “dotarsi di norme ambiziose ma equilibrate sugli Npl, evitando regole troppo rigide come quelle originariamente varate dalla vigilanza europea, che avrebbero avuto un impatto negativo sull’economia reale e sulla concessione del credito alle famiglie e alle imprese”.

“Per quanto riguarda le raccomandazioni sullo stock di Npl non toccate dalla nuova legislazione e che rimangono quelle già comunicate alle banche – ha concluso Gualtieri – è inoltre significativo che l’Ssm abbia ulteriormente chiarito la loro natura non vincolante e banca-per-banca, così come la necessità di tenere in considerazione situazioni specifiche a partire da possibili esenzioni per misure di ristrutturazione dei crediti. È bene ora che questi principi siano applicati con coerenza”.

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