BCE, maggiori rischi per crescita Eurozona causati da dazi e Brexit

(Teleborsa) – Il Bollettino mensile della BCE conferma le difficoltà che sta attraversando l’economia dell’Eurozona e l’impostazione fortemente espansiva della politica monetaria, che si è rivelata necessaria a causa dell’orientamento al ribasso delle prospettive economiche e dell’aumento dei rischi.

Sull’outlook pesano ovviamente fattori contingenti come i conflitti sul commercio globale, il rallentamento dell’economia cinese e la Brexit che incombe.

Per questo motivo, Francoforte sollecita i governi che hanno margini più ampi di intervento sul bilancio ad “agire in maniera efficace e tempestiva”, mentre i Paesi con un debito pubblico più elevato (fra cui l’Italia) dovrebbero “perseguire politiche prudenti che creino le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici operino liberamente”.

Il bollettino effettua anche un monitoraggio degli Spread dei paesi europei rispetto al tasso di riferimento OIS, certificando che l’unico miglioramento è quello registrato dall‘Italia fra il 6 giugno e l’11 settembre, pari ad una riduzione di 110 punti, sull’attesa per la formazione del nuovo governo Conte Bis.

La BCE conferma così una politica fortemente accomodante “per un lungo periodo di tempo” e sottolinea che intende “fornire un considerevole stimolo monetario per assicurare il perdurare di condizioni finanziarie molto favorevoli, che sostengano l’espansione dell’Area Euro” ed “assicurare che l’inflazione si diriga stabilmente verso il target”.

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