BCE, Lagarde ribadisce: doppio aumento tassi a luglio e settembre

(Teleborsa) – La BCE ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base all’incontro di politica monetaria che si terrà a luglio. Inoltre “ci attendiamo di alzare i tassi ancora a settembre. La calibrazione di questo aumento dipenderà dall’aggiornamento delle prospettive di inflazione sul medio termine. Se persistessero o si deteriorassero, sarebbe appropriato un aumento più ampio”. Lo ha ribadito la Presidente Christine Lagarde durante una audizione al Parlamento europeo in qualità di presidente dello European Systemic Risk Board


“Dall’inizio dell’anno i rischi sulla stabilità finanziaria sono sensibilmente aumentati. Il cambiamento delle condizioni finanziarie nel contesto della normalizzazione della politica monetaria e dell’invasione russa dell’Ucraina stanno pesando sulla ripresa dalla crisi Covid. La prolungata alta inflazione, il deterioramento delle prospettive di crescita, sulla scia dei forti rincari di energia, alimentari e materie prime, e delle strozzature nelle catene di approvvigionamento globali, stanno portando ad un aumento dei costi di finanziamento e pesando sulle capacità di procedere al servizio del debito”.

“La confluenza di questi sviluppi e la loro possibile amplificazione vicendevole hanno aumentato l’incertezza e le probabilità di una materializzazione dei rischi”, ha proseguito. Peraltro questi sviluppi si sono aggiunti alle vulnerabilità che erano state in parte esacerbate da lockdown e misure restrittive prese dai governi a motivo del Covid. “La materializzazione di scenari di rischi può aumentare in maniera rilevante i rischi di rinnovate tensioni di bilancio per imprese e famiglie. Questo riguarda in particolare i settori che sono altamente sensibili ai prezzi di energia e materie prime o che stanno ancora stentando con le ricadute della crisi Covid, in termini di perdite di fatturato e aumento dell’indebitamento. Inoltre – ha detto ancora Lagarde -. I cambiamenti delle condizioni di finanziamento toccheranno in particolare i costi di servizio del debito delle imprese con livelli di rating più bassi e di quelle che sono esposte a prestiti a tassi variabili”.

I danni lasciati dal lockdown e misure anti Covid hanno creato persistenti vulnerabilità nell’economia dell’area euro che stanno contribuendo a una trasmissione disomogenea della normalizzazione della politica monetaria della Bce. Sulla base di queste valutazioni lo scorso il 15 giugno l’istituzione ha deciso di operare “con flessibilità” i reinvestimenti sui rinnovi dei titoli di Stato in scadenza sul piano PEPP, proprio allo scopo di preservare il corretto funzionamento della trasmissione della politica monetaria. Inoltre, ha ricordato Lagarde durante un audizione al Parlamento europeo e’ stato dato mandato ai comitati dell’Eurosistema delle banche centrali dei servizi della stessa Bce di “accelerare il completamento del disegno di un nuovo strumento anti frammentazione” che poi vado all’esame del consiglio Bce.

Sul nuovo strumenti anti frammentazione della Bce “il lavoro è in corso. Ma se i rischi lo richiedono la frammentazione sarà affrontata con strumenti appropriati e una flessibilità adeguata La risposta della Bce sarà efficace, proporzionata e in linea con il nostro mandato. Chiunque dubiti della nostra determinazione ad agire commette un grave errore”. “Come reagiremo esattamente dipenderà dalla situazione, ma abbiamo dimostrato” a più ripresa in passato “di poter agire con la flessibilità e la creatività richieste. E lo faremo ancora”, ha assicurato. Secondo Lagarde “se c’è un rischio che la politica monetaria non venga appropriatamente trasmessa dobbiamo intervenire”. E l’assenza di frammentazione “è una precondizione per l’appropriata trasmissione della politica monetaria, che è al centro del mandato della Bce”.

Capitolo inflazione: è ulteriormente aumentata nell’area euro, raggiungendo l’8,1% a maggio e con i prezzi dell’energia che si attestano al piu’ 39,2% rispetto ai livelli di un anno prima. Anche i beni alimentari hanno subito netti rincari e “questa accelerazione in parte riflette l’importanza di Russia e Ucraina tra i maggiori produttori globali”. In generale “i prezzi sono saliti più energicamente anche a causa delle rinnovate strozzature nelle catene globali e della ripresa della domanda, specialmente nel settore dei servizi mentre le nostre economie si riaprono, ha rilevato durante l’audizione.

“Ci attendiamo che i salari negoziati si rafforzino leggermente durante il 2022 e che restino al di sopra delle medie sull’orizzonte per previsionale, sostenuti dalle condizioni tirate – ha detto – dei mercati del lavoro, dagli aumenti delle salari minimi e da alcuni effetti di compensazione per i tassi di inflazione”.