BCE, Lagarde: “Non bisogna fissarsi su coronabond”

(Teleborsa) – Meglio non fissarsi sui coronabond e concentrarsi su altre soluzioni, come la mutualizzazione della spesa per la crisi, in modo da andare avanti e superare lo stallo che si è creato a livello europeo.

A dirlo è la presidente della BCE Christine Lagarde in un’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Parisien con cui getta acqua sul fuoco delle polemiche e tensioni che stanno attraversando i paesi UE in vista dell’Eurogruppo atteso nel pomeriggio.

Non credo ci si debba fissare sui ‘coronabond‘. In Europa, per le cose ci vuole un po’ più di tempo di quanto vorremmo, ma alla fine troviamo sempre una soluzione”, ha detto Lagarde che ha elencato una serie di soluzioni alternative.

“Penso alla mutualizzazione della spesa nel quadro di un bilancio europeo specifico all’uscita dalla crisi” o “la creazione di un fondo di ricostruzione mirato a una crescita più verde e digitale. Sono strumenti – ha spiegato – che potrebbero consentire di esprimere la solidarietà necessaria a favore dei paesi dell’Unione che oggi soffrono di più”.

L’importante, sottolinea Lagarde, è avere delle soluzioni per fronteggiare una crisi diversa da quella del 2008 e che avrà conseguenze economiche “difficili da misurare”, ma “certamente gravi”.

“Oggi quello che serve non è stimolare l’economia, come abbiamo fatto nel 2008, ma congelarla per il tempo necessario al confinamento per poi consentire una ripartenza rapida ed operativa“, spiega la numero uno della BCE.

“Oggi – continua – secondo gli economisti concordi, ogni mese di confinamento si tradurrà in una perdita di crescita su base annua del 2-3% nel 2020. Questo comporterebbe un calo del Pil fra il 3,5 e il 4% nello scenario di un confinamento di qualche settimane, e dal 9 al 10% in quello di un confinamento più lungo, che durasse diversi mesi. Ma attenzione – sottolinea – sono soltanto ipotesi”.

Di diverso, rispetto all’ultima crisi, c’è anche la solidità delle banche europee che “sono molto più solide di quanto non lo fossero nel 2008. La quota di capitali propri è praticamente raddoppiata. Il quadro dei regolamenti è stato rafforzato e i supervisori sono molto più attenti e scrupolosi di quanto non fossero all’epoca. Il settore bancario è solido, i risparmiatori possono stare tranquilli”, sottolinea Lagarde.

Se gestiamo come si deve l’uscita dalla crisi, ci ritroveremo in una situazione di crescita che consentirà, a tempo debito, di ammortizzare il nuovo debito“, aggiunge in merito al debito che l’eurozona dovrà fare.

Infine, arriva la rassicurazione sugli “assi nella manica” della BCE se la situazione dovesse peggiorare. “Non dirò quali sono poiché l’impatto dipenderà anche dall’effetto sorpresa, bisogna essere chiari. Quello che posso garantire è che non ci sono limiti al nostro impegno al servizio della zona euro. La BCE saprà aggiornare i suoi strumenti ed utilizzarli nel modo più appropriato per compiere la sua missione”,la sua conclusione.

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