BCE: “la ripresa perde slancio più rapidamente delle attese”

(Teleborsa) – “La ripresa economica dell’area dell’euro perde slancio più rapidamente delle attese, dopo il forte, benché parziale e disomogeneo, recupero dell’attività economica nei mesi estivi”. Lo scrive la BCE nel suo bollettino, spiegando che “l’incremento dei casi di Covid-19 e il connesso inasprimento delle misure di contenimento pesano sull’attività, provocando un evidente deterioramento delle prospettive a breve termine”.

In sostanza ci sarà un significativo ridimensionamento della crescita del prodotto nell’ultimo trimestre dell’anno, con il settore dei servizi che continuerà ad essere quello più duramente colpito dalla pandemia. Alla luce di questi sviluppi, la BCE assicura che sarà pronta a ricalibrare “strumenti, ove opportuno, al fine di rispondere all’evolvere della situazione e di assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica”. Ciò potrebbe avvenire già il mese prossimo, quando ci sarà il prossimo esercizio delle proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema, che permetterà di valutare meglio prospettive economiche e quadro complessivo dei rischi. “Nell’attuale contesto in cui i rischi sono chiaramente orientati verso il basso, il Consiglio direttivo valuterà con attenzione le informazioni più recenti, inclusi la dinamica della pandemia, le prospettive sul rilascio di un vaccino e l’andamento del tasso di cambio”, si legge nel bollettino.

Nel capitolo sul lavoro la BCE scrive che “nella prima metà del 2020 la pandemia di Covid-19 ha determinato la più marcata contrazione mai registrata dell’occupazione e del numero totale di ore lavorate, mentre gli effetti sul tasso di disoccupazione sono stati più limitati per effetto dei regimi di sostegno all’occupazione”. Inoltre, “gli indicatori a breve termine del mercato del lavoro hanno registrato una parziale ripresa, pur continuando a segnalare una dinamica restrittiva”.

L’inflazione complessiva è diventata leggermente più negativa a settembre, con una diminuzione a -0,3% dallo -0,2% di agosto. La causa è una minore inflazione per energia, beni industriali e servizi non energetici, mentre quella alimentare è aumentata marginalmente. La BCE prevede che l’inflazione rimanga negativa fino all’inizio del nuovo anno. “Sulla scorta dei prezzi correnti del petrolio e dei relativi contratti future, e tenendo conto della temporanea riduzione dell’imposta sul valore aggiunto in Germania, è probabile che l’inflazione complessiva rimanga negativa fino all’inizio del 2021 – spiegano i ricercatori dell’ Eurosistema – Le pressioni sui prezzi nel breve periodo si manterranno contenute per effetto della debolezza della domanda, in particolare nei settori dei viaggi e del turismo, nonché delle minori pressioni salariali e dell’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro”.

La seconda ondata di coronavirus e la reintroduzione delle misure di restrizione in tutta Europa hanno finora avuto solo un impatto limitato sui mercati dei bond. Gli spread delle obbligazioni sovrane a dieci anni sono attualmente prossimi ai livelli pre-pandemici in tutti i paesi dell’area dell’euro. “Per i differenziali sui titoli di Stato a 10 anni, l’aumento è stato più significativo in Italia, dove il differenziale è passato dai 132 punti base del 17 febbraio ai 281 punti base del 17 marzo. I livelli dei differenziali sui titoli di Stato, tuttavia – rileva l’istituzione monetaria – si sono mantenuti ben al di sotto dei valori massimi registrati durante la crisi del debito sovrano nel 2011-2012

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