BCE, la disputa sul QE ricadrà sulla Bundesbank

(Teleborsa) – Dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca – che ieri ha confermato la legalità dei Piani QE varati dalla Bce e la rispondenza ai Trattati dell’Unione Europea esprimendo, tuttavia, perplessità su alcuni punti – l’Eurotower “cercherà di tenersi ai margini della disputa legale”. È quanto afferma l’agenzia Reuters citando tre fonti con conoscenza diretta del dossier.

In sostanza, visto che la Bce non intende assumere un ruolo diretto, che equivarrebbe a riconoscere la competenza della giurisdizione tedesca in un ambito su cui si è già espressa la Corte di giustizia europea, “il compito di risolvere la questione – secondo le fonti citate dall’agenzia – ricadrà necessariamente sulla Bundesbank”.

La Corte tedesca, ieri, ha dato tre mesi di tempo alla Bce per dimostrare che gli acquisti di debito tramite il programma Pspp sono proporzionati per quel che riguarda i loro effetti non solo monetari, ma economici e di bilancio. Altrimenti la Bundesbank non potrà parteciparvi. Dal punto di vista della Bce – secondo quanto riferisce la Reuters – il contenzioso è ora nelle mani della Bundesbank, che dovrà risolverlo con il governo tedesco e il Parlamento. “Adeguarsi alla richiesta dei giudici da parte della Bce equivarrebbe – affermano le fonti – ad accettare che la banca centrale, di cui è sancita l’indipendenza, riceve direttive da una corte nazionale, mettendo a rischio la propria autonomia”.

In seguito alla decisione dei giudici tedeschi il governatore della Banca di Francia e membro del consiglio direttivo della Bce, Francois Villeroy de Galhau, ha voluto difendere l‘indipendenza della Bce. “Proprio nel nome del nostro mandato – ha affermato Villeroy durante un’audizione parlamentare – saremo in grado di andare oltre, e molto probabilmente andremo oltre, nel sostenere la ripresa con bassi tassi d’interesse e abbondante liquidità per un lungo periodo di tempo”.

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