BCE, la Corte costituzionale tedesca mette alla berlina il Piano d’acquisto titoli

(Teleborsa) – La Germania torna a mettere in discussione il Piano di acquisti asset lanciato dalla BCE nel 2015, che prevede acquisti di titoli di vario genere per sostenere la ripresa e l’inflazione e calmierare i mercati. Il piano in questione fu lanciato da Mario Draghi appena eletto Presidente e da allora (dicembre 2015) è stato più volte ampliato ed ha portato all’acquisto di almeno 2.000 miliardi di titoli (bond sovrani ed una serie di altri titoli).

La Corte Costituzionale tedesca ha messo in discussione nuovamente il Piano QE, annunciando che chiederà alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla “legittimità”. La motivazione di questa richiesta (non di merito ma di legittimità) risiedono nella convinzione dei giudici tedeschi che “l’acquisto di titoli di Stato violi la proibizione di finanziare direttamente gli Stati, superando i limiti del mandato della BCE”.

I giudici costituzionali tedeschi si sono mossi su sollecitazione di vari gruppi politici di pressione, venendo chiesta a gran voce dal cofondatore del Partito populista AFD, Bernd Lucke, dall’esponente dei conservatori bavaresi della CSU, Peter Gauweiler, e dal professore di diritto, Markus Kerber.

Frattanto, un esponente della BCE, Ardo Hansson ha parlato in questi giorni dell’exit strategy della BCE, affermando che anche quando verrà ritirato, il piano QE continuerà a produrre benefici, assieme ai bassi tassi di interesse, per qualche anno. Secondo l’economia di Francoforte, infatti, gli acquisti effettuati in precedenza ed il reinvestimenti dei bond acquistati continueranno per un lungo periodo di tempo.

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