BCE, esposizioni a rischi climatici troppo concentrate in poche banche

(Teleborsa) – Il 70% delle esposizioni creditizie del sistema bancario europeo verso imprese soggette a rischi climatici – già elevati o crescenti nei prossimi decenni – si concentra nei portafogli di appena 25 banche. È uno dei dati che emergono da un report sul tema della Banca centrale europea (BCE) e il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB). Uno dei principali fattori di preoccupazione è che le vulnerabilità finanziarie dovute ai cambiamenti climatici sono concentrate in determinate regioni, settori e imprese: queste potranno essere contenute solo con una transizione efficace e tempestiva verso un’economia a basse emissioni di carbonio, secondo il rapporto.

“Questi risultati sottolineano la necessità cruciale e urgente di politiche climatiche e di una transizione dell’economia, non solo per garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi, ma anche per limitare i problemi a lungo termine per le nostre economie, imprese e mezzi di sussistenza”, ha affermato Christine Lagarde, presidente della BCE e del CERS.

Il rapporto individua tre forme di concentrazione del rischio. In primo luogo, le esposizioni ai rischi fisici del cambiamento climatico sono concentrate a livello regionale. L’analisi mostra, ad esempio, che le inondazioni fluviali saranno il fattore di rischio climatico diffuso economicamente più significativo nell’UE nei prossimi due decenni, aggravato dalla forte vulnerabilità agli incendi, al calore e allo stress idrico in alcune regioni. Circa il 30% delle esposizioni creditizie del settore bancario dell’area dell’euro verso società non finanziarie è verso imprese soggette a una combinazione di questi rischi fisici.

In secondo luogo, le esposizioni alle imprese ad alta intensità di emissioni sono concentrate non solo in diversi settori economici, ma anche all’interno di essi. Le esposizioni verso imprese ad alte emissioni occupano il 14% dei bilanci del settore bancario dell’area euro. Sebbene si concentrino principalmente nei settori manifatturiero, elettrico, dei trasporti e delle costruzioni, variano anche considerevolmente all’interno dei settori.

In terzo luogo, le esposizioni ai fattori di rischio climatico sono concentrate in specifici intermediari finanziari. Circa il 70% delle esposizioni creditizie del sistema bancario verso imprese soggette a rischio fisico elevato o crescente nei prossimi decenni si concentra nei portafogli di appena 25 banche. La portata della revisione dei prezzi associata al rischio di transizione sarà particolarmente grande per i fondi di investimento, dove oltre il 55% degli investimenti è orientato verso imprese ad alte emissioni e l’allineamento stimato con la tassonomia dell’UE è solo nell’1% delle attività. Sono più gestibili, invece, le partecipazioni dirette da parte degli assicuratori ad attività sensibili al clima.

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