BCE, Elderson: “Banche potrebbero essere già esposte a rischi climatici rilevanti”

(Teleborsa) – Sebbene la maggioranza delle banche europee abbia iniziato a migliorare progressivamente le proprie pratiche in quanto a rischi climatici ed esposizione ai cambiamenti climatici, il loro livello di consapevolezza e mitigazione di rischi sul tema “è piuttosto deludente”. “Nessuna delle banche sotto la nostra supervisione soddisfa tutte le nostre aspettative. Tutte le banche hanno diversi punti ciechi e potrebbero essere già esposte a rischi climatici rilevanti. Sono tutte ancora molto lontane dal soddisfare le aspettative di vigilanza che abbiamo stabilito per loro. E tutte le banche devono recuperare il ritardo, poiché i loro impegni per il rischio climatico alla fine influenzeranno i loro requisiti di vigilanza”. È quanto ha detto Frank Elderson, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e vicepresidente del Consiglio di vigilanza, ad un evento sul tema.

Elderson ha condivisi alcune considerazioni scaturite dall’esame delle autovalutazioni delle banche sui loro impegni in materia di rischio climatico. “L’inerzia che alcune banche hanno mostrato finora sulle questioni climatiche serve anche da chiaro monito a noi, le autorità di vigilanza – ha spiegato – È un promemoria che la solidità del sistema finanziario globale dipende anche dal fatto che riteniamo le banche responsabili del modo in cui gestiscono il rischio climatico. Dovremmo espandere la nostra capacità e competenza nell’affrontare i temi del clima e dovremmo far luce sulle buone pratiche in tutto il mondo”.

Secondo quanto emerso dalle autovalutazioni, il 90% delle banche stesse è consapevole che le proprie pratiche sono solo parzialmente o per niente allineate con le aspettative di vigilanza della BCE. Più della metà non ha un approccio per valutare l’impatto dei rischi climatici. Inoltre, del 20% delle banche che dispongono di un metodo sistematico di valutazione dei rischi climatici, la quasi totalità ritiene che i rischi climatici abbiano già, o stiano per avere, un impatto sul loro profilo di rischio. Infine, solo il 40% delle banche ha attribuito all’organo di gestione la responsabilità esplicita della gestione dei rischi climatici – e di queste, tre su quattro non segnalano al management i rischi climatici.

“Le banche spesso affermano che la loro mancanza di progressi nell’incorporare i rischi climatici nei loro quadri di gestione del rischio è dovuta alla mancanza di dati disponibili sulle questioni climatiche – ha evidenziato Elderson – Ma, in realtà, poche banche hanno fatto il minimo sforzo per fare il punto sul tipo di dati di cui avrebbero effettivamente bisogno per iniziare a tenere conto dei rischi climatici”.

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